Il Tirreno

Pistoia

i ricordi

«Vogliamo solo pensare che sei partita per un viaggio»

PISTOIA. Tanti applausi allo zio Andrea, alla sua classe delle superiori, alle amiche del Centro ginnico, a quelli di Sanmommè. Ognuna delle persone salite sul pulpito ha ricordato aneddoti, ha...

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PISTOIA. Tanti applausi allo zio Andrea, alla sua classe delle superiori, alle amiche del Centro ginnico, a quelli di Sanmommè. Ognuna delle persone salite sul pulpito ha ricordato aneddoti, ha parlato di qualità (tante) e dei difetti compensati da un'esuberanza irraggiungibile.

Camilla e la danza, Camilla e la cucina («Te lo dobbiamo dire, i biscotti come i tuoi non ci vengono», confessa un'amica del Centro ginnico, strappando un sorriso). E poi i viaggi, l’eterna svagatezza («Ti scordavi di prenotare gli esami universitari»), le barzellette che non facevano ridere ma che raccontava sempre con entusiasmo. Perché l’importante era stare insieme divertendosi. Su questo non transigeva: «Pigliamola bene», era solita dire quando qualcosa non era girata per il verso giusto. È quello che si dicono ora i suoi amici e le persone che le vogliono bene, anche se è tremendamente difficile.

Cinque amiche dell’Olimpia salgono sul pulpito, una apre un foglio e legge: «Sono giorni che cerchiamo nella memoria un ricordo in cui non sorridevi, ma non ne troviamo. Eri un tornado, riuscivi a sollevare ogni giornata storta... “Oh bimbe...” ci esortavi sempre. In palestra siamo una famiglia, che emozioni riuscivamo a trasmettere mentre ballavamo... Il nostro cuore si è spezzato nel momento in cui il tuo si è fermato. Ne hai portato via un pezzo con te, non ti dimenticheremo mai. Ps: a noi i biscotti come i tuoi non ci vengono, ti vogliamo tanto bene. Le tue bimbe».

«Sei arrivata il primo giorno, con l’apparecchio, e pensavamo fossi delle medie - afferma una compagna delle superiori - Di te ricordiamo il profumo dei mandarini che portavi per colazione, le barzellette a cui non ridevamo, ma che facevano tanto gruppo, la ricetta del rotolo di cioccolato, il pigiama sotto i vestiti, il primo approccio con la patente: “Mi scusi, qui ci sono tre pedali, ma io ho due piedi”... Vogliamo solo pensare che sei partita per uno dei tuoi viaggi, solo un po’ più lungo. Buon viaggio Camillina, la tua classe». (t.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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