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la protesta

Lavoratori della Provincia in piazza

Lavoratori della Provincia in piazza

Manca l’accordo fra i Comuni per il ricollocamento di 60 dipendenti

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PISTOIA. Lavoratori della Provincia ancora in piazza ieri per manifestare il mancato accordo con i sindaci del territorio pistoiese, che garantisca il riposizionamento di sessanta lavoratori con competenze su turismo, forestazione e albi del terzo settore. Deleghe che dal primo gennaio 2016 – secondo la legge Del Rio – dovranno essere ripartite fra il comune di Pistoia e l’Unione dei comuni. Di fatto, però, l’accordo ancora non c’è e i dipendenti della Provincia restano in attesa di capire modi e tempi in cui avverrà il passaggio di funzioni, personale ed eventuali cambi di sede. Il rischio – come sottolineano le Rsu provinciali – è che con il nuovo anno i lavoratori, non più dipendenti dell’ente, non ricevano alcuno stipendio. Senza l’accordo – ripetono le Rsu - potrebbero rimanere a casa e andrebbero a perdersi anche i servizi da loro svolti. Sul tema forestazione, però, qualcosa si sta muovendo. In contemporanea al presidio dei dipendenti provinciali in piazza San Leone, al primo piano della Provincia era in corso un incontro fra il presidente Rinaldo Vanni e i sindaci del territorio, alla presenza del prefetto Angelo Ciuni. All’ordine del giorno, la discussione della riorganizzazione dei servizi di protezione civile, ma anche qualche novità sulla gestione del patrimonio forestale della montagna pistoiese. I sindaci di Piteglio e San Marcello, Luca Marmo e Silvia Cormio, spiegano che nei giorni scorsi la giunta dell’Unione dei comuni montani ha deliberato un atto di indirizzo che delinea prospettive più chiare per il passaggio delle funzioni forestali. I tempi sono stretti – l’accordo deve essere firmato entro la fine dell’anno –, ma il tavolo di discussione è stato aperto e i comuni montani hanno tutto l’interesse a recuperare la gestione forestazione.

Secondo la convenzione stipulata con il presidente Vanni, la funzione resterà ancora per qualche mese in capo alla Provincia, perché i singoli comuni non hanno le risorse per riassorbire il personale, ma l’impegno – garantiscono Marmo e Cormio – è quello di garantire la massima tutela dei lavoratori coinvolti, che passeranno poi sotto i singolo Comuni, così come le funzioni che svolgono. Per quanto concerne la riorganizzazione dei servizi di protezione civile, Giacomo Mangoni, sindaco di Agliana, spiega che il coordinamento degli interventi di protezione civile rimarrà in capo alla Provincia – anche se parte delle competenze passerà alla Prefettura – che continuerà così a svolgere il ruolo di supervisore, in quanto “ente territoriale di area vasta”.

Alla Regione rimarrà la gestione di previsione e diramazione di allerta in caso di eventuali eventi calamitosi. Provincia e Prefettura, dunque, saranno gli organi di coordinamento degli interventi sul territorio, che saranno poi svolti dai singoli Comuni.

Valentina Vettori

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