Il Tirreno

Pistoia

Il Natale regala la Tasi a 7.500 pistoiesi

Fabio Calamati
Il Natale regala la Tasi a 7.500 pistoiesi

Pistoia, novità per i proprietari di alloggi principali delle classi A4 e A5 che fino al bilancio 2015 erano stati esentati

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PISTOIA. C’è un nutrito gruppo di pistoiesi ai quali questo mese di dicembre sta già portando un regalo tutt’altro che gradito. L’obbligo, cioè, di pagare la Tasi sulla loro abitazione principale, dopo che, a giugno, non avevano pagato niente. Il problema è che a luglio, con l’approvazione del bilancio, il Comune ha tolto loro l’esenzione, esponendoli quindi all’obbligo di versare il contributo previsto per le abitazioni principali.

Chi sono? Si tratta di tutti quei proprietari di abitazioni principali (“prime case”, come spesso e impropriamente si dice) che al catasto figurano nelle classi A4 e A5, cioè abitazioni popolari e ultrapopolari. Non si tratta di quattro gatti: a Pistoia, secondo il catasto, le abitazioni in classe A4 sono 9.414 e quelle in classe A5 1.389. In totale, 10.803 abitazioni: una bella fetta sulle 37.000 totali che ci sono a Pistoia.

Bisogna precisare che non tutti questi alloggi sono “abitazioni principali”, soprattutto per gli alloggi accatastati in classe A5. Le caratteristiche di questa classe, infatti, sono di livello talmente basso che probabilmente non ce ne sono quasi più in città, men che meno abitazioni principali.

Detto questo, una stima ragionevole calcola che siano da considerare “abitazioni principali” il 70% di questi alloggi, vale a dire circa 7.500. Ecco, i proprietari di questi appartamenti finora non avevano pagato la Tasi perché il Comune, nel 2014 e all’inizio del 2015, li aveva tenuti del tutto esenti dalla nuova tassa, con una scelta che ha visto Pistoia in solitudine pressoché completa in Toscana.

E va anche ricordato che nel 2014 fu molto aspro lo scontro politico tra maggioranza e opposizione sull’opportunità o meno di questa esenzione totale, che la giunta difese sostenendo che andavano tutelate le abitazioni più popolari, soprattutto in un periodo di crisi. In molti fecero un’obiezione basata sulla poca efficenza del catasto: siccome gli elenchi non sono aggiornati, in classe A4 ci sono ancora molti alloggi considerati popolari quando furono costruiti, ma oggi (magari dopo qualche lavoro di manutenzione) del tutto assimilabili ad abitazioni civili standard, quelle inserite nelle classi A2 e A3. Quindi esentare per intero i proprietari rischiava di risolversi anche in qualche bel regalo a famiglie benestanti.

Nel luglio scorso la giunta Bertinelli è tornata sui suoi passi: forte di una maggiore conoscenza della materia (agli uffici era stato chiesto un esame puntuale degli alloggi A4 e A5), l’amministrazione ha alla fine deciso di togliere l’esenzione e di applicare l’aliquota del 2,5 per mille anche alle due classi esenti. Le stime di Palazzo di Giano dicono che l’operazione dovrebbe fruttare circa 500.000 euro: 470.000 dalle A4 e il resto dalle A5, che sono meno numerose e con un valore catastale più basso.

Ma perché si parla sempre di stime? Perché - ecco il problema - le imposte sulla casa sono da tempo “autoliquidate”: cioè, il pagamento è affidato ai proprietari e il Comune non ha un database aggiornato. E quindi non sa quante delle 10.803 A4 e A5 sono abitazioni principali. Di qui la necessità di procedere per stime. Di più: stando così le cose, Palazzo di Giano non può scrivere una lettera a chi entro il 16 dicembre si troverà a dover pagare per la prima volta la Tasi.

Ci dovranno pensare i circa 7.500 proprietari, che saranno chiamati ad autotassarsi per poco meno di 100 euro a testa. Non una cifra impossibile, ma neanche un buon modo per avvicinarsi al Natale.

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