Il Tirreno

Pistoia

«Tubature da cambiare vogliamo una mappa»

Agliana, secondo le analisi dell’Autorità idrica in un campione su 4 ci sono tracce di fibre di amianto. Il sindaco all’attacco: siamo stati informati solo a fine ottobre

2 MINUTI DI LETTURA





AGLIANA. «In un campione su quattro rilevato nei tre punti di prelievo del territorio comunale è stata riscontrata la presenza di fibre di amianto. «Queste ultime - afferma Giacomo Mangoni, sindaco di Agliana - sono bel al di sotto della soglia di pericolosità (stabilita in 7 milioni di fibre per litro di acqua) ma trovo inaccettabile il ritardo nella comunicazione dei dati da parte dell’Autorità idrica toscana. L’abbiamo saputo alla fine di ottobre, a distanza di mesi dalla scadenza prefissata, e in maniera non ufficiale».

L’amianto in effetti c’è, ma non fa male, almeno ai livelli riscontrati. Questa la rassicurazione di Alessandro Mazzei, responsabile dell’Ait, dopo le analisi a campione commissionate alle varie società di gestione degli acquedotti regionali. «Non esistono problemi di salute pubblica», ha ribadito Mazzei. «Se è vero che in alcune zone circoscritte (Agliana, Pistoia e Santa Croce sull’Arno), in un caso sono stati rilevati numeri alti, è pur vero che sono misure ampiamente sotto il parametro indicato come soglia di attenzione dall’Istituto superiore di sanità. La nostra operazione - ha garantito Mazzei - non si esaurirà qui, continueremo a chiedere ai gestori altri monitoraggi, e quando ci troveremo di fronte a pezzi di tubazione da sostituire privilegeremo quelle in cemento amianto».

I risultati delle analisi, come ha evidenziato Mangoni, sono arrivati con notevole ritardo. Un anno per la precisione. Tanto è il tempo che è stato necessario per mettere d’accordo le sei società idriche toscane sull’uniformità dei parametri da usare nelle verifiche. E se l’ex assessore al Comune di Pistoia Ginevra Lombardi, attiva nel Forum per l’acqua, ricorda che «i livelli di amianto non rappresentano una minaccia per la salute solo perché non c’è nessuna legge a fissare livelli minimi», Giacomo Mangoni spiega di essersi messo in contatto con l’Ait e Publiacqua per ulteriori analisi. «Abbiamo preteso dal gestore e dall’Ait l’individuazione, nel più breve tempo possibile, della causa che ha portato a questo dato non in linea rispetto a tutti gli altri campionamenti avvenuti sul territorio, e che sono al di sotto dei limiti di rilevabilità. Ad oggi, quindi, il quadro complessivo su Agliana mostra una situazione in cui non sono rilevate fibre di amianto. Abbiamo chiesto all’Autorità idrica toscana di eseguire, con la massima tempestività, un controllo esteso su tutta la nostra rete, allo scopo di creare una mappatura dello stato delle tubature e poter valutare cosa sia necessario fare per la corretta gestione dell’acquedotto, compresa l’eventuale sostituzione delle tubature interessate». (t.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca