Sicurezza
L'addio a Camilla: "Il suo sorriso sarà la pace di tutti"
Pistoia, in centinaia per l'ultimo saluto alla studentessa di 22 anni morta in un incidente stradale. La mamma Sonia legge una poesia, i ricordi di parenti e amici
PISTOIA. "Il suo sorriso sarà la pace di tutti". Estendendo al plurale il finale di Henry Scott Holland (in originale è "il tuo sorriso è la mia pace"), Sonia Innocenti conclude dal pulpito la lettura della poesia e cattura l'applauso della chiesa. La figlia Camilla è lì davanti a lei, il feretro coperto di rose bianche. Le stesse rose sono in mano, una ciascuna, alle allieve del Centro ginnico Olimpia, in cui la maestra Cami insegnava ginnastica artistica.
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Sono centinaia le persone - tantissimi i giovani - che hanno voluto dare l'ultimo saluto nella chiesa di San Francesco, a lato dell'omonima piazza cittadina, alla studentessa di 22 anni morta sabato mattina in seguito a un incidente stradale. Il momento più toccante è stato proprio quello in cui, al termine della funzione officiata da don Massimo Biancalani, è salita sul pulpito la mamma di Camilla, Sonia, che ha letto la poesia del teologo e scrittore inglese Holland: "Death is nothing at all" ("La morte non è niente"). Una copia della poesia era stata distribuita in chiesa prima dell'inizio della funzione: a destra, in alto, una foto di Camilla, con lo stesso sorriso che risplende in tutte le sue immagini, mentre danza, mentre è con gli amici, mentre fa festa.
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Camilla è morta per le gravissime conseguenze riportate nell'incidente che l'ha vista coinvolta sabato 28 novembre all'alba in via Erbosa. La jeep Suzuki su cui stava viaggiando, appisolata sul sedile posteriore, è capottata per diversi metri dopo l'urto con una Ford C Max che la precedeva e che aveva rallentato per svoltare in via Castel dei Frosini. Il finestrino laterale si è infranto e la ragazza è stata sbalzata all'esterno, finendo per metà fuori e per metà schiacciata dall'auto. E' stato necessario l'aiuto di un residente, sceso giù appena ha sentito le grida degli amici, per spostare la jeep in attesa dei soccorsi. Camilla presentava un forte trauma cranico e un trauma toracico, l'intervento d'urgenza all'ospedale San Jacopo non è bastato a salvarle la vita. Il decesso è avvenuto in sala operatoria.
Per la sua morte sono iscritti nel registro degli indagati (un atto dovuto nei casi di incidenti stradali in cui ci sono vittime) l'amico di 24 anni che era alla guida della Suzuki e la donna di 45 anni alla guida della Ford. Dopo l'autopsia disposta dal sostituto procuratore Luciano Padula, la salma è stata esposta mercoledì 2 dicembre alle cappelle del commiato del San Jacopo. Amici e parenti l'hanno voluta vedere un'ultima volta, e nel pomeriggio di giovedì 3 si sono ritrovati nella chiesa di San Francesco per stringersi intorno a lei e darsi conforto. Un conforto di cui tutti quelli che erano vicini alla giovane hanno ora bisogno. E don Massimo, capendolo, allo scambio di un gesto di pace (il momento della liturgia in cui tradizionalmente ci si dà la mano) ha invitato i presenti a "scambiarsi un abbraccio". Un invito che è stato raccolto dalla gran parte dei presenti, con i genitori di Camilla Innocenti, Luca e Sonia, e la sorella minore Carolina, che per primi hanno camminato lungo la navata per abbracciare amici e parenti commossi.
L'omelia che ha seguito il Vangelo è stata volutamente breve. Don Massimo Biancalani ha spiegato che la famiglia voleva una celebrazione, nei limiti del possibile, gioiosa, non colma di dolore ma della gioia di vivere che caratterizzava Camilla. "In San Francesco, questa bellissima chiesa, noi diciamo che Camilla vive. La certezza della vita - dice don Massimo - ci viene dalla Pasqua di Gesù, dal cero pasquale acceso davanti alla sua bara. Dire che Camilla è vivente significa mettere in pratica il mistero dell'Eucarestia".
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Tanti applausi allo zio Andrea, alla sua classe delle superiori, alle amiche del Centro ginnico, a quelli di Sanmommè. Ognuna delle persone salite sul pulpito ha ricordato aneddoti, ha parlato di qualità (tante) e dei difetti compensati da un'esuberanza irraggiungibile. Camilla e la danza, la cucina ("Te lo dobbiamo dire, i biscotti come i tuoi non ci vengono", afferma un'amica), i viaggi, la svagatezza ("gli esami universitari che ti scordavi di prenotare"), l'entusiasmo. E su tutto la gioia: "Pigliamola bene", era solita dire quando qualcosa non era girata per il verso giusto. E' quello che si dicono ora i suoi amici e le persone che le vogliono bene, anche se è tremendamente difficile.
La funzione si chiude sulle note di Jovanotti ("Per te") e con il lancio davanti alla chiesa di decine di palloncini colorati. Un grande applauso, e poi il viaggio del riposo fino al cimitero della Misericordia. (t.g.)
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