Il Tirreno

Pistoia

Fallimenti in calo, ma ancora per poco

Fallimenti in calo, ma ancora per poco

Un terzo in meno i casi nei primi 9 mesi del 2015. Michelotti (commercialisti): con le nuove norme però ci sarà una ripresa

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PISTOIA. Nei primi 9 mesi dell'anno le imprese pistoiesi sono aumentate dello 0,5%. Un dato confortante, quello pubblicato dalla Camera di commercio relativo al periodo primo gennaio-30 settembre 2015, che mostra una controtendenza rispetto agli ultimi anni di crisi profonda. Va però anche detto che alcuni fra i settori più importanti - come il commercio, le costruzioni e le attività manifatturiere - non concorrono a questo dato positivo. Anzi, il saldo fra imprese cessate e avviate è ancora di segno meno. Più interessante vista la portata del dato, è però il crollo dei fallimenti: un terzo in meno rispetto ai primi nove mesi del 2014. Nei primi nove mesi del 2015 le imprese entrate in fallimento sono state 33, il 37,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

È il commercio a lamentare il maggior numero di fallimenti: 12 imprese, praticamente un terzo del totale. Seguono le aziende manifatturiere (10), i servizi alle imprese (3), l'edilizia (2), e l'agricoltura (un'impresa). I concordati preventivi e gli accordi di ristrutturazione del debito sono stati 16, le imprese che hanno intrapreso procedure di scioglimento e liquidazione volontaria sono state 317. Segnali di economia tornata in salute? Solo in minima parte. Anzi, secondo il presidente provinciale dell'Ordine dei commercialisti, Franco Michelotti, il calo dei fallimenti nella prima dell'anno potrebbe essere un fuoco di paglia con le nuove regole introdotte in estate dal governo.

Premessa importante, il calo dei fallimenti non è un dato pistoiese ma nazionale. Già a giugno scorso più di un osservatorio (dal Cerved alla società Cribis) aveva evidenziato come, per la prima volta dopo tre anni, i fallimenti fossero calati di circa il 10%. E il 2014 si era chiuso con una cifra record. Fra i motivi di questa frenata vengono indicati una ripresina del credito bancario e, soprattutto, la maggiore propensione del ricorso al concordato preventivo.

Secondo Michelotti, però, a partire da ottobre assisteremo ad un'inversione di tendenza. «Anche se il dato annuo si chiuderà con meno fallimenti - dice il presidente dei commercialisti pistoiesi - è probabile che a partire da ottobre si avrà nuovamente una tendenza alla ripresa del numero delle imprese fallite, perché inizieranno a manifestarsi gli effetti della nuova normativa, il decreto Renzi convertito poi in legge ad agosto».

Cosa dice la legge? In pratica, si mette dalla parte dei creditori e prescrive che per ottenere il concordato, le imprese devono restituire almeno il 20% dei crediti. «Questa clausola rende molto più difficile il ricorso al concordato preventivo - spiega Michelotti - soprattutto in una realtà come la nostra dove a fallire sono soprattutto le piccole imprese».

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