Il Tirreno

Pistoia

Il Gallo Nero rinasce Nuova gestione ma... tutto in famiglia

di Beatrice Faragli
Il Gallo Nero rinasce Nuova gestione ma... tutto in famiglia

Susi Tesco ha rilevato dai genitori il noto bar: vorremmo far rivivere il centro, ma il sindaco per ora non ci ascolta

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AGLIANA. Il bandone l’alzarono per la prima volta una mattina di trentasette anni fa, sul finire dell’estate. Senza una lira in tasca e con una bambina di appena un anno da tirar su, Osvaldo Tesco e la moglie Liviana Zini, poco più che ventenne, aprirono il Gallo Nero in piazza IV Novembre, a San Piero. Era il primo settembre 1978. Agliana era un paese completamente diverso. Osvaldo lasciò il lavoro da infermiere per stare dietro al bancone. Ci restò per oltre tre decenni, fino a quando, una manciata d’anni fa, la gestione del locale non è passata ad altre mani.

Dal cinque novembre scorso però, la famiglia Tesco è di nuovo alla guida dello storico bar aglianese. Insieme a Liviana adesso c’è la figlia trentenne Susi, che dopo aver lavorato nella ristorazione a Los Angeles e in Australia, è tornata a Agliana per «valorizzare» i quarant’anni di lavoro dei suoi genitori. Insieme alla sorella Alessandra, è cresciuta in quel bar di paese. Adesso è lei a preparare i “frullati” di verdure e a cucinare per le cene a tema. La mamma continua a fare l’inconfondibile pizza e a preparare l’impasto (la ricetta è segreta) della schiacciata per i tramezzini. La coppia ogni mattina vende anche il pane appena sfornato.

«I miei genitori hanno sfamato generazioni» dice Susi. «Quello che fecero loro all’epoca fu una novità. L’intenzione è di mantenere la tradizione delle cose artigianali ma rinnovandosi. C’è da rimpastare». Anche perché Agliana oggi è un territorio diverso rispetto a quello di trent’anni fa. «Qui – spiega Liviana Zini mentre indica piazza Gramsci – era pieno di negozi. Negli ultimi vent’anni, c’è stato il disastro. Tutto è cambiato nei prima anni Novanta, quando hanno fatto questa assurda piazza (Gramsci, ndr) chiudendo l’area al traffico. Da lì in poi, è stata una morte continua».

Adesso il problema maggiore, per i pochi che sono rimasti aperti, è quello della mancanza di sicurezza. «La sera dopo le nove c’è il coprifuoco». La piazza, simbolo d’aggregazione, alle 21 è già deserta. E le vie del centro diventano i luoghi dello spaccio per le bande di ragazzi. «Chiediamo – va avanti la Zini – più controlli, più illuminazione. E poi vorremmo far rivivere il centro».

Proprio per questo dal Gallo Nero hanno scritto al sindaco Giacomo Mangoni, che però non ha ancora risposto. Intanto il caffè che gli hanno offerto si sta raffreddando. Liviana ripensa a quando l’avventura con il marito Osvaldo ebbe inizio. «Lavoravamo con entusiasmo. C’erano meno problemi. Meno burocrazia. Qui la gente arrivava con la chitarra e si metteva a suonare». Dopo una serata alla vicina Rinascita, anche Francesco Guccini si fermò al Gallo Nero. Cantò e firmò una bottiglia di rosso. Anni lontani. Forse il piccolo baccelliere non si ricorda neppure più di quella volta ad Agliana.

Generoso e incontenibile fu anche Massimo Troisi, quando dal divano del bar regalò sorrisi a Liviana, mentre lei continuava a fare le pizze. «Dopo le serate al Matteotti, passavano tutti di qui» spiega la titolare, che nel 1982, insieme al marito, portò in paese la prima festa della birra. Adesso che tutto è cambiato, la palla passa in mano a Susi. Lei si è fatta le ossa all’estero, e ora ha deciso di tornare. Di scegliere la sua famiglia e il suo paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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