Sicurezza
Cinque varianti “verdi” per la città
La giunta Bertinelli vara una delibera di indirizzo. In primo piano, il ridisegno dell’area ex Pallavicini, con meno cemento
PISTOIA. Cinque grandi progetti urbanistici, cinque scommesse che la giunta Bertinelli vuole vincere nei prossimi anni, in attesa del nuovo piano strutturale della città. Sono tutti dentro la maxi delibera varata nei giorni scorsi dalla giunta, un atto di indirizzo con cui si mettono le basi di cinque varianti all’attuale regolamento urbanistico. Il filo rosso che li unisce è aumentare il verde pubblico e gli spazi a verde, ridurre fin quasi a zero il nuovo cemento, riqualificare quello vecchio.
Per titoli, i cinque interventi riguardano: la ripianificazione dell’area ex Pallavicini; il nuovo parco pubblico in via dei Baroni; la riqualificazione della parte nord dell’area Coop tra viale Adua e via Spartitoio; la nuova “ippovia di San Jacopo”; il parco fluviale dell’Ombrone. La delibera incarica il servizio Governo del territorio (diretto dall’architetto Elisa Spilotros) di redigere le varianti e nomina già un garante della comunicazione che dovrà preoccuparsi della partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche.
Tra i cinque progetti, quello di maggiore impatto è probabilmente la ripianificazione urbanistica dell’area ex Pallavicini, cioè la grande lottizzazione che si stende tra la via Sestini, il margine nord di Sant’Agostino e la tangenziale est. Nell’area, 70.000 metri quadrati, sono già stati realizzati il centro commerciale Panorama, un insediamento residenziale, un grande distributore e il centro direzionale “Pallavicini Center”. Per quest’ultimo i proprietari, la società Sirim Investimenti, ha chiesto ripetutamente il via libera a spazi commerciali, per i quali erano stati trovati anche degli affittuari, da Euronics a Chateau d’Ax. Ma il Comune ha sempre risposto di no e il centro è rimasto mezzo vuoto. Adesso – non solo per quei “no”, peraltro ribaditi anche dal Tar – la società ha chiesto il concordato per evitare il fallimento.
Intanto la lottizzazione varata nel 2000 è ormai scaduta e chi non ha costruito (si tratta delle società Sirim2, San Cipriani, entrambi pistoiesi, e Tredil, di Prato) erano previsti ) ha formalizzato la rinuncia, nonostante nella lottizzazione originaria fossero previsti negozi, uffici e anche un albergo.
Sull’area Pallavicini il sindaco ha detto fin dall’inizio di voler ridurre al minimo le nuove costruzioni, dando invece spazio al verde pubblico e alle piste ciclabili. Un piano alternativo su questa falsariga era stato preparato nel 2014 dagli stessi proprietari ma non era andato in porto perché uno di loro (la società pratese Tredil), al momento buono, non firmò. Ora con gli stessi contenuti (cemento quasi azzerato, più verde) il Comune annuncia di voler ripianificare l’area, lasciando persino aperto lo spiraglio ad una “ridefinizione dei tessuti insediativi”, se “ritenuto possibile sul piano tecnico”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
