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Muore a 22 anni, uno degli amici gridava: "Camilla forza, sei troppo bella per morire"
Pistoia, parlano uno dei soccorritori di Camilla Innocenti, la ragazza morta dopo il terribile incidente in via Erbosa e il titolare del locale dove lei lavorava occasionalmente come cameriera
PISTOIA. "Mi sono accorto subito che quella bimba era molto grave. Così giovane, una bambolina...". È ancora scosso Maurizio Gensini, che con la moglie abita a due passi dal luogo dell'incidente, in via Erbosa, dove all'alba di sabato 28 novembre è rimasta ferita mortalmente Camilla Innocenti, 22 anni, che si trovava a bordo di un'auto capottatasi dopo lo scontro con un'altra vettura. Camilla stava rincasando dopo una serata in discoteca, con due amici, e si trovava sul sedile posteriore dell'auto, una Jeep Suzuki. Quando l'auto è capottata, lei è stata sbalzata fuori e parzialmente schiacciata dalla vettura.
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"Ho sentito uno schianto - racconta Maurizio Gensini - erano le sei e mezza. Siamo scesi giù, io e mia moglie. C’erano questi due ragazzi che stavano cercando di spostare la macchina dal corpo della ragazza. Li ho aiutati. Uno dei due ragazzi gridava: “Camilla forza, sei troppo bella per morire”. Era disperato. Da quel che abbiamo capito la Suzuki ha urtato nel sorpasso un’auto che stava girando in via Castel dei Frosini, forse ha picchiato anche contro il muro di una casa e poi contro il marciapiede, fino a ribaltarsi».
In fase di ricostruzione la dinamica dell’incidente. In via Erbosa, oltre alla Radiomobile dei carabinieri per i rilievi, sono intervenuti i vigili urbani, i vigili del fuoco, l’automedica del 118, due ambulanze della Misericordia di Pistoia e un’ambulanza della Croce verde. Praticamente illesi, ma sotto choc, i due amici che erano con la ragazza, e così la quarantacinquenne alla guida della Ford C Max con cui la Suzuki ha avuto l’incidente. Le due auto viaggiavano in direzione di Canapale e dello Sperone. Poche centinaia di metri separano la casa della ragazza dal punto dell’incidente. Da una prima ricostruzione è emerso che la Ford C Max stava svoltando in via Castel dei Frosini, e che la Suzuki nel superarla l’ha urtata. La jeep ha sbandato, forse strusciando contro il marciapiede a destra della carreggiata, che avrebbe fatto da “trampolino di lancio” per un capottamento di diversi metri.
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I primi ad arrivare in via Erbosa sono stati i pompieri. La caserma è in via Guicciardini, a poche centinaia di metri. Poi l’automedica, le ambulanze e le forze dell’ordine. Camilla Innocenti è stata stabilizzata e intubata: presentava una forte frattura della base cranica e un trauma toracico. Sedeva sul sedile posteriore della Suzuki, da appurare se avesse o meno le cinture. La forza cinetica sprigionata dall’auto nel capottamento e l’impatto con l’asfalto sono stati fatali per la giovane studentessa. Le sue condizioni sono apparse da subito molto gravi, ma è stato tentato il tutto per tutto con un intervento chirurgico d’urgenza al San Jacopo. Il cuore della ventiduenne ha cessato di battere in sala operatoria. Intorno alle nove e mezza la notizia ufficiale del decesso. Al San Jacopo è iniziato il triste pellegrinaggio di amici e parenti.
Camilla Innocenti studiava economia e commercio all'università e insegnava ginnastica artistica al Centro ginnico Olimpia, di via Bindi. Per arrotondare le entrate, da due anni a volte lavorava come cameriera allo Sporting club "Le Forri" in via Crocina a Valdibrana. Camilla era lì anche venerdì sera e il gestore, Paolo Lotti, non si dà pace. "Abbiamo finito di lavorare intorno a mezzanotte e mezza. Camilla mi ha chiesto di accompagnarla dai suoi amici al Naif. “Mi riportano loro, non ti preoccupare”. Poi ho saputo... Il ragazzo che era alla guida della jeep è venuto da me. Era disperato. Tra l’altro, loro non dovevano tornare con quell’auto. Quella che dovevano prendere aveva la batteria scarica. Chissà, se le avessi detto di no, se avessi risposto che ieri sera non potevo accompagnarla...".
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