Il dolore
Perdono casa e lavoro e vivono in un camper
Il dramma di una coppia sfrattata dall’abitazione dove lei faceva la badante «Fa freddo e non abbiamo corrente né acqua calda: ci bastano due stanze»
PISTOIA. Vivono in un camper, senza gas e senza acqua calda, a Calabbiana, vicino Piteccio. Per loro, Alessandra Vannucci, 55 anni, ed il marito Massimiliano Magherini, 49 anni, il Natale sarà un giorno di gelo, come quello di questi giorni. Gelo nel cuore e nell’anima, ferita dalla loro condizione in cui sono costretti a vivere, senza ricevere risposte. Entrambi pistoiesi, lei per trenta lunghi anni ha lavorato alla Coop, mentre il marito lavorava alla cooperativa Valcoop, poi ha perso l’occupazione. Nel 2008, però, una brutta crisi depressiva ha colpito Alessandra e l’ha costretta a scegliere tra lavoro o salute. Così, per diverso tempo, sono stati ospiti di una famiglia in una villa a Pistoia. Lei faceva la badante a nero per l’anziana della villa ricevendo 300 euro al mese; Massimiliano si occupava del giardino e degli animali, senza ricevere alcun soldo. Per le loro prestazioni i due però potevano vivere nel primo piano della villa, concesso in comodato d’uso gratuito. «Abbiamo vissuto lì dall’aprile del 2014 a settembre di quest’anno - racconta Alessandra, la quale non riesce a trattenere le lacrime - poi la famiglia che ci ospitava ci ha buttato fuori da un giorno all’altro senza alcun motivo e senza una spiegazione. La nostra roba l’abbiamo trovata in dei sacchi fuori dal cancello. Per qualche tempo abbiamo vissuto in una cantina, ospitati gentilmente da una signora che abita vicino alla villa. Quando sono andata all’Agenzia delle entrate mi hanno detto che il contratto di comodato non esisteva. Non era mai stato registrato. Eppure io e mio marito lo avevamo firmato. Siamo stati anche alla Cgil e poi abbiamo scritto al ministero del Lavoro». Per fortuna, un caro amico della coppia, ha offerto loro un camper nel quale vivono da due mesi, con un cane. Prima in un campeggio a Campo Fossato, poi da lì se ne sono dovuti andare ed il proprietario del campeggio ha concesso loro di poter “parcheggiare” il camper in un campo, sotto una grossa quercia, sempre di sua proprietà, a Calabbiana. «Siamo isolati da tutto qui - continua la donna - davanti a noi c’è una comunità di recupero per ragazzi in difficoltà che, per fortuna, ci dà una mano con il cibo. Ma non possiamo continuare così. L’inverno ormai è arrivato, abbiamo solo una piccola stufetta nel camper. Per il resto niente, né acqua calda né gas. L’assistente sociale ci ha detto che per le case popolari dobbiamo aspettare il prossimo bando del 2016. Come faremo fino a quel giorno?». «L’assistente sociale ci ha proposto l’alternativa dell’albergo popolare, ma lì non ci potrei portare il cane e poi sarebbe solo per una settimana. Vogliamo solo essere ascoltati, niente di più –conclude la donna- ci basterebbero due stanze, solo due, nel camper ci piove pure. Non possiamo più vivere così».
Alessandra Tuci
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