Il Tirreno

Pistoia

Costringe la moglie a dormire per terra

di Massimo Donati
Costringe la moglie a dormire per terra

Anni di soprusi e violenze psicologiche: arrestato dalla polizia per maltrattamenti dopo la richiesta di aiuto al 113

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PISTOIA. Ormai viveva in quella casa come fosse poco più che una schiava. Nel terrore, cucinando, pulendo, accudendo i figlioletti, obbedendo agli ordini di un marito che ormai da tre anni l’aveva buttata fuori dalla camera matrimoniale costringendola a dormire su un materasso gettato sul pavimento, con i loro tre bambini. L’altra mattina, però, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto, di telefonare al 113. E per l’uomo – 39 anni, marocchino, dal 2002 in Italia – sono scattate le manette della polizia, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e anche di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio: nel corso della perquisizione effettuata dagli uomini della Squadra volante della questura, intervenuti sul posto, sono saltati fuori 10 grammi di cocaina.

L’arresto è avvenuto nella mattinata di martedì, a Bottegone. Mentre l’uomo – nullafacente, senza lavoro dallo scorso luglio – è stato portato in cella, la moglie, anch’ella nata in Marocco, è stata accompagnata in ospedale, dove i medici del pronto soccorso le hanno trovato un grosso livido su una spalla: segno delle botte prese dal marito il venerdì precedente, nel corso dell’ennesimo scatto d’ira, quando, scontento della cena che gli aveva cucinato, l’uomo l’aveva aggredita, scaraventandola a terra. A quel punto è scattato anche il protocollo previsto dal “Codice rosa”, con l’attivazione del Centro donna e della procura della Repubblica. La famiglia marocchina, per il suo già conclamato stato di disagio, era già da qualche tempo seguita dai servizi sociali.

Come detto, i poliziotti della Volante sono accorsi nell’appartamento di Bottegone in soccorso della donna, che aveva telefonato in questura perché il marito era in preda ad un attacco di violenza che rischiava di riversarsi su di lei e sui bambini. Una telefonata evidentemente molto sofferta, arrivata al termine di una battaglia non solo contro uno stato di costante sudditanza psicologica indotta dalla paura ma anche da un retaggio culturale che impone alla donna di sottostare senza reagire ai voleri del marito.

Una volta nell’abitazione, gli agenti hanno intuito che lo stato di agitazione dell’uomo potesse dipendere anche da qualche tipo di droga assunto. E hanno deciso di procedere alla perquisizione, durante la quale hanno scoperto i 10 grammi di cocaina, in un sacchetto di plastica trovato in tasca del giubbotto appeso nella camera da letto. Una quantità troppo elevata per essere destinata al solo uso personale, tanto più che qualcuno senza un lavoro non poteva certo permettersela.

Il trentanovenne marocchino ha cercato di sostenere che la cocaina era destinata al suo solo consumo, che lo spacciatore si era sbagliato e gli aveva dato il doppio della droga richiesta, che gli aveva dato solo un anticipo di 300 euro sui 1.000 di effettivo valore... Ma per lui è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio.

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