Il Tirreno

Pistoia

Centro antidiscriminazione a rischio

Centro antidiscriminazione a rischio

Già sospesa l’attività dello sportello al cittadino a causa della riforma delle Province

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PISTOIA. Il Centro antidiscriminazione della provincia di Pistoia, che da anni si occupa della lotta contro ogni forma di discriminazione, rischia di non continuare la sua attività.

Perno del centro antidiscriminazione di Pistoia è lo sportello aperto ai cittadini, che fino al 2014 ha fatto registrare circa 150 accessi all’anno. Ma al momento la presa in carico di nuovi casi è sospesa. A cambiare sono le funzioni del servizio, che potrebbero limitarsi alla promozione e informazione sul tema delle discriminazioni rivolte ad enti e istituzioni, e non più al rapporto diretto con i cittadini. La causa è la riorganizzazione delle Province, che potrebbe mettere la parola fine su un servizio attivo da anni sul territorio.

«Il centro è passato alle Pari Opportunità e si è sperato, in attesa che la politica nazionale e regionale decidesse sulla riorganizzazione di compiti e servizi ella provincia, che questa ottima pratica, unica in Toscana, potesse essere salvaguardata e sostenuta nel territorio pistoiese» spiega Kira Pellegrini, presidente di Oltre l'Orizzonte, associazione onlus pistoiese per la promozione del benessere psichico che da tempo collabora con il centro.

«Peccato, davvero peccato che in più di un anno non si sia saputo trovare il modo per valorizzare questa nostra eccellenza civica locale – spiega la presidente Pellegrini – Noi del volontariato pistoiese contiamo che possa tornare presto ad operare fra noi un Centro antidiscriminazione ricostituito».

Il centro fino ad oggi ha affrontato casi di discriminazione razzista, casi legati all’ottenimento dello status di rifugiato. Ha lavorato sull’accoglienza temporanea, sul disagio mentale, su casi di discriminazione da parte di enti pubblici, su casi di omofobia. Ma anche sulle nuove povertà e sul disagio abitativo. Un presidio di ascolto e vicinanza al cittadino che si senta vittima di discriminazione.

«A seguito della legge 56 del 2014 sul riordino delle Province stiamo procedendo a una verifica dei protocolli, non c’è un’interruzione del servizio ma è in fase di definizione una riprogettazione delle attività» puntualizza Rosa Apolito, responsabile delle Pari opportunità in provincia.

Del centro fa parte anche l’amministrazione di sostegno, un servizio ancora attivo. L'amministrazione di sostegno, è stata introdotta in Italia nel 2004 con la legge numero 6, e si occupa di interventi nei confronti delle persone con disabilità fisica psichica o sensoriale, permanente o temporanea, fornendo sostegno, aiuto, protezione e accompagnamento nel momento del bisogno. Per quanto riguarda lo sportello del centro anti discriminazione aperto ai cittadini «aspettiamo a prendere in carico altri casi – spiega Apolito – Si vedrà con risorse e forze in campo cosa sarà possibile fare e se sarà possibile far fronte alle esigenze – spiega – Al momento è in corso una mappatura del bisogno».

Eleonora Ferri

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