Italia
Alla Gibus è di nuovo sciopero I sindacati: «Trattativa in stallo»
Prosegue la lotta degli operai di Casalguidi dopo la scadenza dell’ultimatum dato all’azienda Non è escluso che lo stato di agitazione si trasformi di nuovo in assemblea permanente in fabbrica
CASALGUIDI. Tornano a scioperare i lavoratori della Gibus di Casalguidi per difendere il posto di lavoro e arrivare alla soluzione della vertenza che da un mese sta tenendo col fiato sospeso gli operai. Trentuno sono a rischio licenziamento dopo che, il 19 ottobre scorso, la proprietà ha annunciato la chiusura dello stabilimento pistoiese.
Ieri alle 18, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, hanno comunicato all’azienda padovana di tende da sole la proclamazione dello sciopero per la giornata di oggi: «Indetto perché riteniamo che l’impresa, con il comportamento tenuto, stia volutamente creando uno stallo nella trattativa» scrivono le organizzazioni sindacali.
L’ultimatum ai vertici Gibus era arrivato al tavolo di martedì mattina, che si è rivelato l’ennesimo braccio di ferro tra le parti. Sono seguite le oltre trenta ore di silenzio della spa veneta (nata nel 2012 dalla fusione di quattro aziende, tra cui la Viropa di Casalguidi). Subito dopo la proclamazione dello sciopero però, intorno alle 18 di ieri, è arrivata una comunicazione della società con alcune “risposte”.
«La trattativa è ancora aperta – sottolinea Marco Ballati, Fillea Cgil – Da parte dei lavoratori c’è un’assoluta disponibilità a trattare».
«L’azienda – spiega Daniele Vaccaro, Filca Cisl – ha fatto dei passi indietro negli ultimi incontri. I lavoratori decideranno giorno per giorno cosa fare, intanto sono in sciopero», come già successo all’indomani dell’annuncio di chiusura del sito casalino. Da allora permane anche lo stato di agitazione. Se l’amministratore delegato Gianfranco Bellin e il cda della Gibus dovessero restare arroccati sulle proprie posizioni, saranno intraprese altre azioni di protesta. Non è esclusa la convocazione di una seconda assemblea permanente, dopo quella indetta il 24 ottobre, andata avanti per giorni.
«Confidiamo – commenta Ballati – che domani (oggi, ndr) possa esserci un passo in avanti da parte dell’azienda».
La trattativa si consuma intorno al tipo di cassa integrazione da richiedere, agli incentivi alla mobilità volontaria (troppo bassi quelli proposti dall’azienda) e al trasferimento di una parte degli operai nel centro produttivo di Padova. Il disegno della società guarda al profitto e, per questo, mira ad abbattere i costi concentrando produzione e commercializzazione dei prodotti nel solo polo padovano. Disegno definito «miope» dal vescovo Fausto Tardelli durante l’incontro di venerdì scorso con una delegazione di operai Gibus, avvenuto in curia. Qui sono emersi alcuni dettagli sulla trattativa. Come quello della “proposta” aziendale per i trasferimenti dei dipendenti pistoiesi, che consiste nel pagamento di una stanza in cui alloggiare fino a quando il lavoratore non avrà trovato casa, «tanto a Padova si affitta in poche settimane».
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