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Operai Gibus verso nuove proteste

Ancora senza risultati la trattativa tra l’azienda e i sindacati

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CASALGUIDI. La trattativa tra sindacati e vertici dell’azienda Gibus spa – nata nel 2012 dalla fusione di quattro aziende, tra cui la Viropa di Casalguidi – è iniziata circa un mese fa, dopo un lungo presidio di protesta dei lavoratori, ed è ancora aperta. Le proposte avanzate dall’azienda durante gli incontri della scorsa settimana non hanno convinto i sindacati, e l’accordo risulta ancora lontano.

Sullo sfondo rimane anche la temuta chiusura dello stabilimento, annunciata lo scorso 19 ottobre dall’amministratore delegato dell’azienda Gianfranco Bellin, che comporterebbe il licenziamento dei 32 lavoratori. Se l’azienda dovesse rimanere sulle sue posizioni, i dipendenti potrebbero anche riprendere a breve altre azioni di protesta.

Al centro della trattativa sindacale un articolato pacchetto di ammortizzatori sociali che vanno dall’attivazione della cassa integrazione per gli operai che rimarranno a Casalguidi, agli incentivi da destinare alla mobilità volontaria, e le garanzie per quei lavoratori che decideranno di trasferirsi nello stabilimento di Padova.

Polo produttivo sul quale la dirigenza ha deciso di accentrare produzione e commercializzazione, a discapito di quello di Casalguidi. La settimana scorsa anche il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli ha fatto visita ai dipendenti dell’azienda, manifestando loro la propria vicinanza e auspicando un accordo per la loro salvaguardia.

«Si faccia tutto il possibile – ha detto monsignor Tardelli – per rispettare quell’attenzione alle persone e al patrimonio umano, di cui ogni azienda ha bisogno», sottolineando il fatto che perseguire solamente la logica del profitto non permette di andare lontano. (v.v.)

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