Gioco
No al femminicidio in memoria di Vanessa
SAN MARCELLO. Vanessa Simonini può solo continuare a vivere nei racconti della madre e negli occhi e nel cuore di tutti coloro che, con grande commozione, ne sentono raccontare la sua giovane vita e...
SAN MARCELLO. Vanessa Simonini può solo continuare a vivere nei racconti della madre e negli occhi e nel cuore di tutti coloro che, con grande commozione, ne sentono raccontare la sua giovane vita e la sua tragica morte a soli vent’anni. La giovane studentessa è diventata ieri mattina l'emblema del femminicidio, piaga sociale che ancora miete troppe vittime e che è stata oggetto di confronto e di analisi nell’aula magna dell’Istituto comprensivo di San Marcello.
A raccontare la propria esperienza, è stata la madre di Vanessa, Maria Grazia Forli, di Gallicano, accompagnata dall’assessore Alice Sobrero, dal sindaco Marcello Silvia Maria Cormio, dal consigliere provinciale Sabrina Innocenti e dal padrone di casa, il preside Carlo Rai. In sala, gli studenti delle terze medie e delle superiori, accompagnati dai loro insegnanti.
Vanessa Simonini incontrò, anni fa un uomo che il 7 dicembre 2009 si trasformò nel suo carnefice. Dopo un primo periodo in cui la madre non seppe reagire, è seguito quello della reazione, di volersi battere per una giustizia che difendesse la sua Vanessa ma anche tutte le altre donne vittime di questo tipo di violenza.
«Ho iniziato la mia battaglia – ha raccontato Maria Grazia Forli – e mi sono battuta perché in Italia ci fosse la certezza della pena, riducendo al minimo le varie possibilità di sconti».
Studenti attenti alle parole della mamma di Gallicano, che ha voluto anche mandare un messaggio alle ragazzine presenti nell’aula magna: «Noi donne spesso vogliamo fare le crocerossine e aiutare coloro che apparentemente hanno bisogno di attenzioni. Ma la violenza di questi “esseri”, perché diversamente non posso chiamarli, non sempre è visibile. E perciò vi dico: state attente».
Poi sono passate sullo schermo le parole della tesina di Vanessa, proprio sulla violenza sulle donne, quasi un segno premonitore.
Interventi anche del sindaco Cormio, dell’assessore Sobrero e del consigliere Innocenti, tutti a evidenziare questa piaga sociale per arginare la quale la prima cittadina si sta battendo per avere l’applicazione il codice rosa all'interno dell’ospedale sanmarcellino. (c.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google