Italia
«Il Jobs Act serve a poco» I dubbi di Confartigianato
L’associazione artigiana ha organizzato per domani un convegno pubblico sulla riforma del lavoro targata Renzi. Simone Balli: piccole imprese trascurate
PISTOIA. É partito il conto alla rovescia per l’entrata in vigore del Jobs Act, la riforma che dal primo marzo del prossimo anno si propone di “rivoluzionare” il mondo del lavoro. Una riforma che la Confartigianato di Pistoia (giunta tra l'altro al suo 70esimo compleanno) si propone di analizzare in un convegno che si terrà domani nell’Auditorium della sua sede di via Fermi. Per partecipare è necessaria la prenotazione via mail ad info@consulentidellavoropt.it per i consulenti del lavoro; ferri.r@confart.com per le imprese. Dopo i saluti di Confartigianato Imprese Pistoia, Caripit e Consiglio provinciale consulenti del lavoro, alle 16,40 ci saranno tre relazioni.
Inizierà Paolo Ravagli, responsabile settore previdenziale Confartigianato Imprese, con “I nuovi ammortizzatori sociali”, poi Paolo Perruzza, settore mercato del lavoro e formazione professionale Confartigianato Imprese, con “L’evoluzione dei rapporti di lavoro: dal contratto a tutele crescenti al riordino delle tipologie contrattuali”; infine Fabrizio Nativi, Centro studi attività ispettiva del Ministero del lavoro, con “Verifiche ispettive e nuovo apparato sanzionatorio”.
Non si può parlare di una situazione particolarmente felice per le aziende artigiane pistoiesi ed il Jobs act non porta certo respiro «dato che la normativa ha una molteplicità di problemi e quant’altro –afferma Simone Balli- Vorrei che il governo facesse di più per favorire la ripresa economica: le aziende possono assumere solo se c’è lavoro. Il mondo dell’artigianato è tessuto di aziende le cui competenze si acquistano in anni ed anni di lavoro e gli ammortizzatori sociali aiutano proprio in momenti di calma, quando c’è poco lavoro. Con il Job act gli ammortizzatori non sono più niente. Cosa faranno le aziende? Licenzieranno. Non è stato fatto niente per la piccola e media impresa: nella nostra realtà pistoiese qualcosa si sta muovendo oggi rispetto al 2014 ma, ripeto, se non c’ lavoro e se si toglie quel minimo di ammortizzatore sociale, è veramente dura».
«Per quanto riguarda il tema dei contratti a progetto ci chiediamo: si può togliere un istituto contrattuale perché non si sa governarlo? Non è giusto» spiega Antonio Orsi, presidente Ordine dei consulenti del lavoro Pistoia. «Posso dire che un bersaglio il Job act l’ha centrato, cioè quello di diminuire la precarizzazione –fa eco Alessandro Pellegrini, direttore Confartigianato Imprese Pistoia- Non è stato lo stesso per gli ammortizzatori sociali: dare 90 giorni per il loro utilizzo è qualcosa che stride con le necessità del Paese». Ultimo punto del convegno sarà quello sulle verifiche ispettive «Nell’ottica di disincentivare i rapporti di lavoro a nero» conclude Pellegrini.
Alessadra Tuci
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