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Sirim Investimenti chiede il concordato

di Fabio Calamati
Sirim Investimenti chiede il concordato

La società di Ferrari e Baldi in crisi dopo i no all’apertura di Euronics e degli altri spazi commerciali al Pallavicini Center

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PISTOIA La Sirim Investimenti è in crisi. L’azienda che ha realizzato il Pallavicini Center, il grande centro direzionale su via Sestini, accanto a Panorama, ha fatto domanda di concordato preventivo. La decisione è stata presa a fine settembre dai soci, tra i quali figurano le società del presidente della Pistoiese Orazio Ferrari e dell’avvocato Andrea Baldi, ma il verbale dell’assemblea è visibile solo da pochi giorni in Camera di commercio.

Due i motivi sostanziali delle difficoltà dell’azienda, secondo quanto riportato nella domanda di concordato. Uno è il mancato ottenimento del rimborso dell’Iva da parte dell’erario (stimata in 3,2 milioni di euro), un credito maturato nel corso della costruzione del centro direzionale, che è stato completato nel dicembre 2013. Ma quello citato per primo chiama in causa direttamente il Comune: è il mancato ottenimento delle autorizzazioni amministrative commerciali per l’apertura dei grandi spazi commerciali al piano terra dell’edificio. Spazi commerciali per i quali la Sirim Investimenti aveva già trovato degli affittuari interessati: in primis Euronics, attirata probabilmente dal fatto che a Pistoia non esiste a tutt’oggi un grande negozio di elettronica di consumo; e poi anche Chateau d’Ax (mobili di alta qualità) e PittaRosso (calzature).

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Le autorizzazioni del Comune non sono arrivate perché Palazzo di Giano ha sempre tenuto duro su un punto: in quell’area lungo via Sestini (la cosiddetta area ex Pallavicini, dal nome della famiglia nobile antica proprietaria dei vivai locali) gli spazi commerciali concedibili se li è già accaparrati il centro Panorama, per cui la Sirim non può aprire un superstore di elettronica o cose del genere. Tesi ribadita, nel luglio 2013, anche dal Tar cui la società pistoiese si rivolse.

Il problema è che – come Ferrari e Baldi hanno sempre detto – l’operazione Pallavicini sta in piedi, dal punto di vista economico, se quelle struttture commerciali potranno aprire. E difatti la domanda di concordato prende atto proprio di questo, sottolineando che senza gli introiti degli affitti al piano terra e senza il credito Iva, la Sirim Investimenti sta subendo una sorta di “ingessamento societario” che impedisce, tra l’altro, di pagare i debiti. Il principale dei quali è con la banca finanziatrice, il Banco popolare scrl, che erogò prima dell’inizio dei lavori un mutuo ipotecario di 22 milioni.

In questo quadro, risulta importante ma non decisivo che gli altri spazi del grande centro direzionale (17.000 mq di superficie) stiano trovando tutti degli acquirenti. Sono già attivi una concessionaria e un centro di analisi mediche e stanno per aprire un centro di primo soccorso che sarà gestito dalla Croce Verde e un centro di riabilitazione fisioterapica che coinvolgerà la Fondazione Maria Assunta in Cielo (ex Aias). Un grande spazio al primo piano è stato affittato ad una ditta di Milano che vi allestirà un centro di somministrazione di cibi e bevande.

Ma i soci della Sirim non puntano tanto su questo quanto sulla possibilità di vendere alcune porzioni del centro per cui già ci sarebbe un accordo. Oltre, naturalmente, alla possibilità di incassare finalmente il cospicuo credito vantato verso l’erario. Con queste somme a disposizione – dicono – potrebbe essere possibile ristrutturare il debito, ottenere nuovi finanziamenti e rilanciare l’attività della società. Ma occorre fare presto: il centro è stato realizzato ormai due anni fa e oltretutto in tribunale ci sono già due istanze di fallimento presentate da creditori.

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