Il dolore
Referendum alle porte, ecco cosa cambia
Il 29 e 30 si vota sulla fusione Abetone-Cutigliano. Se vince il sì, fino al 2017 governerà un commissario
CUTIGLIANO. Mancano meno di dieci giorni al referendum consultivo per la fusione dei comuni di Abetone e Cutigliano. Se la consultazione prevista per il 29 e 30 di questo mese approverà la proposta di fusione, avremo in montagna, al posto dei comuni di Abetone e Cutigliano, un nuovo comune che si chiamerà Abetone Cutigliano. Avrà un nuovo statuto, 2.170 abitanti ed un territorio pari a 75 km quadrati.
Il nuovo Comune avrà un commissario fino al 2017 quando saranno indette nuove elezioni per eleggere sindaco e giunta municipale. Il commissario sarà coadiuvato da un comitato consultivo composto dai due sindaci attualmente in carica, Giampiero Danti e Tommaso Braccesi. Potrà contare su finanziamenti aggiuntivi previsti dalle leggi regionali pari a 2,5 milioni di euro per i prossimi 5 anni e da quelli statali pari al 20% in più rispetto ai trasferimenti statali relativi all’anno 2010.
Il fatto forse più sconosciuto alla maggioranza delle persone è quello relativo ai servizi gestiti dai Comuni. La fusione fra Abetone e Cutigliano non raggiunge i 3.000 abitanti, motivo che avrebbe costretto i due Comuni, se non fosse stato indetto il referendum, a mettere insieme i servizi con altri comuni in modo da superare la soglia dei 3.000. Ma la legge regionale è andata incontro a queste situazioni permettendo al nuovo Comune Abetone Cutigliano una sospensione di quasi 6 anni e mezzo: pari ad un mandato amministrativo di 5 anni più i mesi di gestione commissariale. Praticamente in tutto questo periodo la legge sospende l’obbligo di mettere in unione i servizi che invece saranno gestiti dal nuovo comune. Non è del tutto chiaro se i servizi già messi in unione con San Marcello, Piteglio e Sambuca rimarranno così come sono attualmente. Se invece il referendum non approverà la fusione allora i servizi dovranno essere messi in unione con altri comuni. (s.r.)
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