Gioco
Potranno tornare con i genitori i figli di Stefano Barli
La decisione del Tribunale dei minori scongiura l’adozione L’uomo aveva anche minacciato di buttarsi dal Battistero
PISTOIA. «Quest’anno faremo l’albero di Natale tutti insieme». E’ la prima cosa a cui hanno pensato, da genitori, Stefano Barli e Catiuscia Grossi non appena saputo della decisione del Tribunale dei minori di Firenze di procedere con il graduale rientro in casa dei loro due figli. I bambini erano stati allontanati dalla famiglia nell’aprile del 2014 su disposizione dei giudici, e a seguito di una relazione dei servizi sociali del Comune di Pistoia. Il 15 ottobre scorso però, il Tribunale ha stabilito “che non vi è luogo a provvedere in ordine alla dichiarazione dello stato di adottabilità”, affidando i minori, finora accolti in un istituto religioso di Firenze, ai servizi sociali pistoiesi. Nei prossimi giorni i figli di Stefano e Catiuscia, saranno portati in una struttura vicina alla casa dei genitori, in vista proprio di un progressivo riavvicinamento alla famiglia. Un percorso di almeno sei mesi, che sarà costantemente monitorato dagli operatori psicosociali di Asl e Comune, e che terminerà, come richiesto dal Tribunale, con la stesura di una relazione sulla capacità genitoriale dei coniugi e sulla condizione psicologica dei minori. Barli e la moglie accolgono il pronunciamento, depositato lo scorso 7 novembre, come «la sola cosa desiderata, notte e giorno, dall’aprile 2014 ad oggi». Lo fanno dalla loro casa di Cignano, sui colli pistoiesi, dove sono andati a vivere dopo lo sfratto dall’alloggio popolare di Bottegone. E’ passato un anno da allora. E sono trascorsi sette mesi dall’ultima “arrampicata” di protesta (la quarta in pochi mesi) sul Battistero di Pistoia. Lo scorso gennaio intervenne anche il ministro della giustizia, Andrea Orlando, per convincere la coppia a scendere. Poi, come promesso, incontrò i coniugi a Roma. Nei mesi successivi però, con il procedimento aperto per l’affido a un’alta famiglia, Barli salì ancora sul Battistero. «Ho lottato. Adesso – dice – mi sento l’uomo più felice del mondo». Il venditore ambulante di fiori, 57 anni, sta già preparando la stanza dei giochi per i suoi ragazzi: «Qua - parla mentre indica il pavimento - ci metto un bel tappeto». Poi ci mostra la loro cameretta. E lo scrittoio per quando dovranno fare i compiti. «Ce li lasceranno a casa nei fine settimana per cominciare. Speriamo che per le feste natalizie possano stare qui per diversi giorni». «A vincere - commenta il suo avvocato, Simone Castagnoli - è stata la giustizia. Questo pronunciamento ha escluso una volta per tutte il procedimento di adozione che era stato chiesto. Una decisione che dovrebbe far riflettere sull’abbaglio preso da qualcuno. Qui si è rischiato di portare via in modo definitivo due bambini dai loro genitori. Non faremo mai azioni risarcitorie però. L’unico nostro interesse è che i minori possano rientrare a casa».
Beatrice Faragli
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