Il Tirreno

Pistoia

Altare spoglio? «Guardate oltre»

di Beatrice Faragli
Altare spoglio? «Guardate oltre»

Per alcune famiglie pochi fiori alla cresima, don Corsi scrive una lettera: pensiamo alle cose essenziali

3 MINUTI DI LETTURA





QUARRATA. “…Si dice dei fiori…sull’altare, che quest’anno son pochi davvero. Per una cresima poi, son pochi davvero! Atto di lesa maestà una chiesa così spoglia; a Quarrata poi, nella chiesa centrale! Col vescovo che viene; e con le foto, che non rendono un granché…”. Riflette don Fausto Corsi, su “quei discorsi di cui ha avuto fortuna esser destinatario” domenica mattina, giornata di cresime a Quarrata. E scrive.

Il suo è un richiamo alle cose essenziali della vita, alla fede, alla verità. Il parroco di Santa Maria Assunta ha scelto un addobbo floreale a costo zero per cresimare i ragazzi: i fiori in chiesa, quando anche il vescovo di Pistoia è arrivato a Quarrata, erano quelli del matrimonio celebrato il giorno prima. Ma la decisione di don Fausto, 45 anni, dal 2011 alla guida della parrocchia centrale della città, ha sollevato le chiacchiere di alcuni. Allora il prete, domenica a mezzogiorno, ha richiamato tutti a guardare all’essenza delle cose. Lo ha fatto con una riflessione, subito affissa all’entrata di Santa Maria Assunta.

Lo ha ribadito anche alla fine delle celebrazioni. E in molti lo hanno applaudito. “Rifletto sul fatto che quest’anno la faccenda cresima 2015 forse non era nata bene. Perché – scrive il parroco -il vescovo era libero nel mese di ottobre di venerdì e non di domenica.

E io non avevo riflettuto bene sul fatto che – qui don Fausto cita di nuovo i discorsi arrivati fino in chiesa, senza però mai giungere per via diretta alle sue orecchie - le cresime di venerdì non vengono bene perché poi dove vai a festeggiare…e poi gli invitati di venerdì…. Io credevo in tutta sincerità che la cosa fosse possibile, visto che il venerdì santo ogni tre anni a Quarrata si spazza via ogni minima regola liturgica”.

Il riferimento è alla processione di Gesù morto, che “in barba al carattere di austerità del giorno, propone due bande che trionfalmente aprono e chiudono la processione, soldati a cavallo muniti di elmi nuovi di zecca costati quasi duemila euro capaci però di far invidia a qualsiasi guarnigione romana (a quella di Casalguidi in particolare)”, rivale di Quarrata per la fascia di processione più bella.

E ancora: “banchi di dolci che aiutano bellamente a infrangere ogni forma di digiuno e astinenza”. “Credevo – va avanti la riflessione di don Fausto – che una composizione di fiori sull’altare non fosse così importante da determinare la formazione alla fede che uno riceve in famiglia, e che quest’ultima fosse un po’ più importante della formazione 4-4-2 scesa in campo. Rifletto sul fatto che la Caritas di Quarrata assiste ogni mese una settantina di famiglie che non arrivano alla fine del mese, grazie anche ai soldi che si raccolgono in chiesa.

Credevo che un addobbo floreale a costo zero potesse esser gesto con il quale imparare a fare attenzione alle cose essenziali della vita. A quanto pare mi sbagliavo, perché si dice dei fiori…sull’altare, che quest’anno son pochi davvero!”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa