Gioco
Accusato di evasione la Finanza gli sequestra beni per 700.000 euro
Quarrata, indagato insieme al figlio il titolare della Palma Ecologia Disposti i sigilli per due immobili, terreni e alcuni mezzi aziendali
QUARRATA. La Guardia di finanza di Pistoia ha eseguito a Quarrata un provvedimento di sequestro preventivo di beni immobili per oltre 700.000 euro, emesso dal gip del tribunale nei confronti di un imprenditore e di suo figlio indagati per i reati di omesso versamento di Iva, omesso versamento di ritenute certificate e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
Le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, sotto il coordinamento del procuratore della repubblica Paolo Canessa e del sostituto Fabio di Vizio, hanno fatto emergere elementi dai quali si ipotizza che l’imprenditore, Giuseppe Palma, quarratino, titolare della Palma Ecologia di via Corrado da Montemagno, che opera nel settore trasporti su strada e bonifiche ambientali, abbia fraudolentemente trasferito al figlio Enzo la proprietà di un immobile aziendale di pregio, al fine di sottrarlo alla possibile rivalsa del fisco. Il reato, tuttavia, non è sfuggito ai finanzieri, che hanno reso vano il trasferimento di proprietà.
L’imprenditore era già indagato per aver omesso di versare l'Iva e le ritenute certificate per oltre 1.200.000 euro.
Il sequestro, che ha riguardato due immobili un terreno ed alcuni mezzi aziendali, costituisce l’epilogo di una complessiva attività di indagine che già in passato aveva portato a sequestrare ulteriori beni per oltre 800.000 euro tra quote societarie ed immobili.
Il sequestro di questi giorni infatti arriva al termine di un’indagine nata nel 2012 in seguito ad una verifica fiscale delle Fiamme gialle nell’azienda quarratina, dalla quale erano emersi una serie di comportamenti ritenuti di rilevanza penale . Questo per quanto riguardava però le sole annualità già chiuse, per le quali quindi erano scaduti i termini per i regolari pagamenti. La Finanza aveva tuttavia, come prassi, inviato un “alert” all’Agenzia delle entrate, per monitorare la situazione per quanto riguardava gli obblighi fiscali relativi alle annualità successive. E così, una volta emerso che non erano state nuovamente rispettate alcune scadenze di legge, l’Agenzia delle entrate ha segnalato il fatto alla procura della Repubblica, che a sua volta ha incaricato le Fiamme Gialle di eseguire nuovi accertamenti. Dai quali, appunto, è nata l’accusa nei confronti dell’imprenditore di aver distratto, con una finta vendita al figlio, di un’abitazione che rientrava negli asset aziendali.
I sequestri non hanno ad ogni modo compromesso l’operatività aziendale, né hanno intaccato i livelli occupazionali. (m.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google