Il Tirreno

Pistoia

La Cia accorre in aiuto degli olivicoltori

La Cia accorre in aiuto degli olivicoltori

Tanti gli imprenditori in difficoltà per le scadenze burocratiche imposte dal registro telematico

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PISTOIA. La Confederazione italiana agricoltori di Pistoia va in aiuto degli olivicoltori in difficoltà per l’obbligo di registro telematico. Un obbligo per tutti gli olivicoltori attivi in prima persona nella produzione e vendita del proprio olio che sta mettendo in difficoltà non pochi agricoltori del territorio pistoiese.

In molti non hanno ancora fatto sapere agli uffici della Cia se hanno aperto il proprio registro nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e se, adesso che siamo nel vivo della campagna produttiva, stanno procedendo senza intoppi alle necessarie registrazioni di carico e scarico merci, che hanno termini temporali ben precisi e vicini alle date di esecuzione delle operazioni.

Per questo la Cia di Pistoia ha avviato da alcuni giorni una campagna di sensibilizzazione, fatta di informazioni puntuali e verifiche o sollecitazioni di risposte fra i propri iscritti. Al centro della campagna informativa c'è una sorta di piccolo vademecum con tutte le spiegazioni e distinzioni del caso: come si effettuano l'attivazione del registro telematico e poi le registrazioni delle operazioni, quali sono i prerequisiti dell'attivazione, a quali condizioni si può essere esentati dall'obbligo di registro, e via dicendo. Ma stanno per essere convocate delle riunioni specifiche con gli olivicoltori per parlare della questione faccia a faccia.

«Il problema – spiega Francesco Troiano, funzionario di Cia Pistoia – riguarda innanzi tutto la difficoltà nell'utilizzo di uno strumento informatico abbastanza complesso. Inoltre lo strumento telematico è “spietato” per la tempistica da rispettare e la totale tracciabilità delle operazioni. Quindi non sono ammessi errori, o quasi».

«Nella nostra nota informativa – aggiunge Troiano – evidenziamo bene che il requisito di base per chi vende direttamente l'olio è quello di essere a norma per l'imbottigliamento (eccetto il caso in cui sia il frantoio esterno ad imbottigliare). Questo vuol dire stanza a norma, manuale di autocontrollo Haccp, corso di alimentarista... Un passo successivo consiste nel valutare e consigliare caso per caso le singole aziende che non fossero in possesso di tali requisiti su come ridurre al minimo il carico “burocratico”: opportunità del conto vendita presso il frantoio, oppure delega all’imbottigliamento o cessione di olive ai raccoglitori in pagamento del lavoro».

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