Toscana
Fratoni: le diossine? Colpa dell’inceneritore solo in parte
MONTALE. La presenza sul territorio di Montale di diossine «segue un modello non riconducibile alle emissioni dell'inceneritore ma, verosimilmente legato a molteplici sorgenti emissive delle quali l'i...
MONTALE. La presenza sul territorio di Montale di diossine «segue un modello non riconducibile alle emissioni dell'inceneritore ma, verosimilmente legato a molteplici sorgenti emissive delle quali l'inceneritore è solo una e, probabilmente, nemmeno la più importante». Lo ha sottolineato l'assessore toscano all'ambiente Federica Fratoni, rispondendo in Consiglio regionale a un'interrogazione dei 5 Stelle sullo sforamento di emissioni inquinanti dell'inceneritore di Montale. L'interrogazione ricordava, tra l'altro, che il primo settembre scorso il gestore ha comunicato uno sforamento alla linea 1.
L'assessore ha citato in risposta «gli approfondimenti condotti dalla società e valutati dall'Arpat». Il dipartimento Arpat, ha proseguito Fratoni, ha chiesto successivamente al gestore di procedere ad un ulteriore approfondimento, con l'esame anche della fiala messa in riserva per il periodo 1-15 luglio relativa alla linea 1. «I risultati delle analisi hanno confermato lo sforamento delle diossine». Altro punto oggetto di interrogazione, le cause che hanno portato a un anno di ritardo nella conclusione dell'indagine epidemiologica, i cui risultati erano attesi dalle popolazioni di Agliana e Montale per il 31 dicembre 2014. Vari i motivi indicati da Fratoni: spaziano dalla raccolta di casi e dati individuali alla «molteplicità delle fonti di individuazione, che non sempre hanno fornito informazioni univoche», fino alla mancanza iniziale di un criterio per definire i casi oncologici di interesse nella 4 aree in esame (Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese, Quarrata). Infine le difficoltà, ora superate, sulle questioni legate alla privacy tra Regione, Azienda Usl, Azienda OU e Registro tumori. Riguardo alla domanda se, alla luce degli ultimi sforamenti, saranno accelerate le procedure per la conclusione dell'indagine epidemiologica, Fratoni ha risposto che i tempi tecnici di quest'ultima «sono indipendenti dagli ultimi sforamenti, perché è necessario un adeguato periodo di latenza».
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