Il Tirreno

Pistoia

Sant’Agostino, Sos dei commercianti

di Valentina Vettori
Sant’Agostino, Sos dei commercianti

L’inchiesta del Tirreno nella zona industriale di Pistoia: «Microcriminalità, scarsa illuminazione e traffico. Serve una soluzione»

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PISTOIA. Sant’Agostino come il Far West. Usano anche questo termine alcuni commercianti appartenenti all’Associazione Sant’Agostino Imprese, istituita nel maggio scorso per valorizzare quella parte di città e dare voce alle istanze di chi in quella zona ci lavora e vive quotidianamente alcuni disagi.

Dalla mancanza di segnaletica stradale orizzontale alla totale assenza di illuminazione, dalle macchine che sfrecciano ad alta velocità a episodi di microcriminalità sempre più frequenti. Dopo l’episodio di venerdì scorso etichettato come un vero e proprio regolamento di conti tra bande dei campi Rom di Sant’Agostino e di Brusigliano - resisi protagonisti di un inseguimento tra auto che ha provocato momenti di paura fra chi transitava in zona - l’associazione delle imprese torna a far sentire la sua voce, chiedendo l'attenzione dell’amministrazione e più controlli delle forze dell’ordine.

Non mancano però anche voci contrastanti di chi in zona ci vive e ci lavora da anni e spiega che la situazione è meno grave di quella che molti raccontano. Tra gli appartenenti all’Associazione Sant’Agostino Imprese - oltre al presidente Carlo Pancani, che dalle pagine de Il Tirreno di domenica ha lanciato l'allarme sicurezza nella zona - prendono la parola anche altri commercianti. Alessandro Fioretti, titolare del Bar L’Angolo, e Nicola Lucchesi proprietario dell’enoteca Ellevini. Spiegano che i problemi più grossi sono la sera, quando la zona industriale si svuota e le uniche luci nelle traverse di via Fermi sono quelle delle insegne delle aziende e delle abitazioni. «L’illuminazione pubblica è completamente assente – spiega Lucchesi - e non è piacevole camminare in queste strade la sera. Per non parlare di furti e danneggiamenti alle auto in sosta per portare via oggetti lasciati incustoditi, anche durante il giorno».

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Fioretti sottolinea invece il problema degli scarsi controlli delle forze dell’ordine. «La zona è vasta e le pattuglie fanno quello che possono, i controlli però vengono svolti solo nel fine settimana fuori dai locali aperti fino a tarda notte, mentre sarebbe importante che avvenissero ogni sera».

Tra le richieste avanzate al Comune, anche l’installazione di telecamere per la videosorveglianza. Secondo Alessandro Ratti, di Il Barettino 2, il problema più grande però è il traffico. «Questa è una zona franca – dice - Non ho mai visto un vigile urbano a fare un controllo. C’è il caos totale nei parcheggi e non esiste segnaletica orizzontale. Forse potenziando il trasporto pubblico la situazione migliorerebbe».

Di tutt’altra idea, invece, Marco Fioretti, meccanico di via Fermi. «Io vivo e lavoro qui da anni, ma la zona è molto più tranquilla e vivibile di quello che viene raccontato. Certo, alcuni episodi di microcriminalità avvengono, ma come in ogni altra parte della città. C’è la tendenza a voler dimostrare a tutti i costi che il quartiere è disastrato – conclude – ma io sono convinto del contrario».

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