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Furti all’ospedale di Pistoia, i medici patteggiano la pena
Concordano con il pm rispettivamente un anno di reclusione e 11 mesi l’anestesista e il chirurgo che furono sorpresi a fine gennaio con materiale sanitario sottratto al San Jacopo
PISTOIA. Le indagini erano state avviate circa due mesi prima, quando la direzione sanitaria dell’ospedale di Pistoia aveva segnalato alla questura la sparizione di materiale per medicazioni, kit per le sale operatorie, garze, addirittura alcuni camici. E alla fine dello scorso gennaio, la Squadra mobile aveva individuato i presunti responsabili di alcune di tali sparizioni: due medici in servizio nello stesso San Jacopo, uno come anestesista e uno come medico chirurgo.
Accusati di peculato, i due professionisti l’altra mattina hanno scelto di patteggiare la pena direttamente in fase di indagini preliminari. Difesi dagli avvocati Andrea Niccolai e Cecilia Turco, i due professionisti hanno concordato con il pubblico ministero Luigi Boccia le pene, rispettivamente, di un anno e di 11 mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale.
Oltre che per la Asl 3, i due professionisti, entrambi pistoiesi, svolgevano attività medica anche in un centro medico privato. Dopo la segnalazione da parte dell’azienda sanitaria, la Squadra mobile aveva attivato un servizio di appostamento per cercare di individuare il personale ospedaliero coinvolto nei furti. E il 28 gennaio scorso aveva sorpreso uno dei due medici mentre usciva dal San Jacopo al termine del turno di notte: con sé aveva una busta che conteneva materiale sanitario di proprietà dell'ospedale, del valore di un centinaio di euro.
Poiché il medico si stava recando appunto alla clinica privata, dove svolgeva una seconda attività lavorativa, il controllo della polizia era stato esteso anche a questa struttura. Nell’occasione gli agenti della Mobile si erano avvalsi della collaborazione di personale della stessa Asl 3 addetto alle ispezioni dei presidi sanitari e dei carabinieri del Nas di Firenze.
Durante il controllo era stato rinvenuto altro materiale di proprietà dell’ospedale (per un valore di circa 900 euro) in uso all’altro medico poi finito davanti al giudice del tribunale. Entrambi i medici erano subito stati sospesi in via cautelare dal servizio e deferiti all'Ufficio provvedimenti disciplinari dell’Asl.
Nello specifico, il medico anestesista era stato trovato in possesso di una mascera laringea; due mandrini sigillati; un mandrino per intubazione; venti prolunghe per infusione; venti rubinetti a tre vie; due camere per aerosol; una scatola di Broncovaleas per inalazioni. Il suo collega invece è stato accusato di peculato per un’ansa da polipectomia; due dispositivi di estensione e collegamento; due indicatori per ureasi test; una clip metallica; una pinza da biopsia; un ago da iniezione.
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