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Anziani maltrattati a Pracchia, rimessa in libertà la badante
Pistoia, accolto dal tribunale di Firenze il ricorso del difensore di Letizia Negoi: era finita in carcere dopo la morte di una novantenne da lei assistita
PISTOIA. È uscita dal carcere Letitia Negoi, la sessantunenne badante romena che era stata arrestata lo scorso 24 ottobre dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dei due anziani coniugi che da un anno e mezzo assisteva a Pracchia, Marisa Cadria Chiappelli (morta nel suo letto la notte del 22 ottobre) e il marito Leopoldo Themel, entrambi novantenni.
Il tribunale del riesame di Firenze ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dal legale della donna, l’avvocato Gianluca Sebastio, del foro di Pistoia, che, oltre a ritenere l’insussitenza dei gravi indizi di colpevolezza contestati dal gip del tribunale nella sua ordinanza di custodia cautelare, aveva sottolineato come non ci fosse il rischio di fuga né quello della reiterazione del reato.
I giudici fiorentini hanno mitigato la misura restrittiva, imponendo all’indagata l’obbligo di dimora nel comune di Agliana, dove la donna risiede.
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Riferendosi alle frasi cariche di offese e minacce registrate dai microfoni spia installate nella villetta di Pracchia dai carabinieri in seguito alle segnalazioni ricevute sui presunti maltrattamenti, l’avvocato Sebastio ha sottolineato come su quasi dieci giorni di intercettazioni ambientali fosseri «soltanto sei gli episodi di presunte ingiurie verbali, la cui durata complessiva non supera nemmeno i cinque minuti e coincidono sempre con situazioni di estrema difficoltà, in cui tra l’altro le offese erano reciproche».
Secondo il legale, gli inquirenti e l’ordinanza di convalida del fermo del giudice delle indagini preliminari fondavano il loro convincimento sulle intercettazioni ambientali, interpretando arbitrariamente come percosse alcuni rumori che le microspie avevano captano in occasione di alcune manovre effettuate dalla badante per accudire Marisa Cadria Chiappelli, inferma su una sedia a rotelle.
«Infine – aveva spiegato nel preparare il suo ricorso – quanto meno singolare è l’aver ritenuto sussistente un fantomatico pericolo di fuga della badante per il solo fatto tutti i sabati sera nel paese di Pracchia si effettuerebbero, per cento euro, viaggi in Romania con un pulmino. A prescindere dalla veridicità o meno di una simile e quanto meno curiosa circostanza, si è omesso di valutarne l?assoluta irrilevanza visto che la signora Negoi viaggiava regolarmente su un macchina di sua proprietà ed avrebbe potuto in qualsiasi momento allontanarsi, cosa che però non ha mai fatto».
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