Attenzione
Quei maxiselfie per deconcentrare la squadra rivale
L'idea di sei tifosi della squadra di basket di Pistoia: "All'inizio ci siamo un po' vergognati, ma per i colori del cuore questo e altro..."
PISTOIA. La goliardia al potere e, soprattutto, nessuna paura nel fare figuracce di fronte a quattromila persone ed all’Italia intera. Un modo decisamente insolito per distrarre gli avversari ma a rate, cioè per metà partita, perché nell’altra metà sotto la curva ci attacca la tua squadra e non puoi certo tirar fuori quella roba.
L’ultima moda per le «armi di distrazione di massa» passa da Pistoia, nel catino infuocato del PalaCarrara dove una città intera sta vivendo il sogno della Giorgio Tesi Group e di una squadra che diverte e che è al comando della Serie A di basket. Oltre alle giocate di Alex Kirk e le triple di Preston Knowles, domenica scorsa nel match all’ora di pranzo contro Cantù hanno fatto il loro esordio le facce «geneticamente modificate» di sei tifosi facente parte del gruppo “Quelli Del Plessiglasse”, scritto ovviamente come si legge e riferito alla postazione fissa al palasport, appunto sull’ultimo scalino della curva.
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La prima volta. Fotografati al palasport in una precedente partita nelle pose più strane, hanno deciso di mettere in pratica questa tattica: far vedere il volto peggiore di loro stessi agli avversari quando sono in lunetta per un tiro libero, con la speranza che qualcuno possa sbagliare creando così un vantaggio alla squadra del cuore. «Il primo tentativo non è andato benissimo – spiega Alessio Branchetti, uno dei sei che si è messo in posa – soprattutto perché a fine partita, e nei giorni successivi, ne parlavano di questa cosa i giocatori che guardavano da fuori la partita e chi era in lunetta magari non se n’è neanche accorto. Dovremo esporci maggiormente a partire dalla sfida di domenica contro Caserta».
Il gruppo e l’idea. In curva Pistoia ci sono varie “anime” e questa goliardata è venuta in mente a “Quelli del plessiglasse”, gruppo di amici che staziona vicino al tunnel di ingresso agli spogliatoi di Pistoia e degli arbitri. Il nome deriva dal plexiglas presente fino a due anni fa e che, quando c’era da protestare per una decisione arbitrale avversa (e anche peggio), veniva preso a manate da chi stava lì.
«L’idea è venuta al nostro presidente “Masino”, al secolo Massimiliano Signore (è un vecchio Untouchbles, lo storico gruppo di tifo dell’Olimpia negli anni Novanta) – aggiunge Branchetti – vedendo delle foto in America di un tifoso che, durante una partita di Nba, si era piazzato dietro il canestro con la sua gigantografia per distrarre gli avversari. Allora abbiamo chiesto al nostro amico Leonardo Cecconi di farci fotografare in condizioni «particolari» prima di un match interno e poi abbiamo stampato e cartonato gli scatti. Devo dire che, con un minimo di raziocinio, domenica al momento di tirar su quella roba un poco ci siamo vergognati. Ma, un secondo dopo, eravamo tutti a ridere perché per noi il tifo è anche goliardia ed in questo modo non offendiamo certo nessuno».
Avanti i prossimi. Per ora sono partiti in sei: accanto a Signore e Branchetti, ci sono anche Alessandro Fedi, Nicola Marino, Nicola Carlesi e Stefano Pratesi. «Siamo stati attenti anche al... budget – scherza il tifoso – perché abbiamo usato materiale di recupero per il cartone, altrimenti il costo sarebbe stato troppo elevato. Il nostro intento è quello di riproporli in tutti i match casalinghi della Giorgio Tesi Group, anche se entriamo in azione soltanto nel terzo ed ultimo quarto perché nei primi due sotto la curva Pistoia attacca la Tesi Group e quindi c’è da tifare per la nostra squadra e basta.
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Ovviamente se qualcun altro si vorrà unire a noi è ben accetto e magari con Caserta cercheremo di farci vedere ancora di più vicini al canestro». Disturbatori. Chi deve fare l’abitudine con i cartonati sono anche gli altri tifosi di curva che sono nei paraggi. «In effetti qualcuno ci ha anche fischiato – conclude Alessio Branchetti – perché le foto effettivamente non sono piccole e finiamo con il coprire la visuale a qualcuno: ci scusiamo con tutti ma speriamo che capiscano il prima possibile che lo facciamo per il bene della nostra squadra del cuore». Perchè anche nel basket il fine giustifica i mezzi.
A Pistoia una cosa simile si era vista nella finale per la A1 del 2013 con la curva di Brescia che aveva trovato fior di belle donne, e non solo, per distrarre i giocatori della Tesi Group: gigantografie di modelle pochissimo vestite che in effetti avevano creato non pochi problemi ai giocatori pistoiesi, Se la capolista di Enzino Esposito continuerà a marciare spedita, allora, vorrà dire che un pizzico di merito ce l’avranno anche “quelle facce un po’ così”.
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