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Landini: ok i primi passi di Hitachi ora rispettino gli impegni presi
PISTOIA. «Hitachi: non indebolimento ma rilancio delle capacità produttive del nostro Paese». Lo afferma e ripete più volte Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom-Cgil, ieri mattina dinnanzi ai...
PISTOIA. «Hitachi: non indebolimento ma rilancio delle capacità produttive del nostro Paese». Lo afferma e ripete più volte Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom-Cgil, ieri mattina dinnanzi ai cancelli dell’ ex Breda, ora Hitachi.
All’interno, prima della toccata e fuga con i giornalisti, in una assemblea con circa 600 persone, si è parlato soprattutto del rinnovo del contratto nazionale di lavoro: contrattazione annuale invece che trimestrale, diritto di voto sui futuri accordi dell’azienda da parte di tutti i lavoratori metalmeccanici, gestione degli orari di lavoro. La novità più importante, però, è senza dubbio la presenza di Fiom al tavolo delle trattative, una presenza che mancava dal 2012.
«Con i primi passi di Hitachi stiamo riscontrando un atteggiamento di serietà e l’impegno di voler presentare piani industriali nelle prossime settimane e nei prossimi mesi – afferma Landini – è vero, come Fiom abbiamo sempre sostenuto l’idea della costruzione di un polo di trasporti nazionali e siamo stati sempre contrari alla vendita da parte di Finmeccanica delle sue attivvità civili. Ad ogni modo, speriamo che gli impegni siano rispettati in modo concreto affinché il processo di integrazione sia un processo che gratifichi le competenze del nostro Paese, sia nel costruire, sia nei sistemi di segnalamento. Per quel che ci riguarda questo non può essere solo un problema dei lavoratori e dell’azienda, ma nazionale. Anche governo ed istituzioni devono giocare la loro parte».
Il leader della Fiom ha parlato poi del piano industriale di Hitachi Rail Italy (come si chiama ora, ufficialmente, AnsaldoBreda) che dovrebbe essere approvato entro marzo-aprile del prossimo anno. «Ad oggi il carico di lavoro riguarda tutto ciò che abbiamo già acquistato: dunque il piano deve confermare la strategicità dell’intervento che Hitachi ha fatto con l’acquisto di Ansaldobreda e con l’idea di avere e rilanciare le produzioni nel nostro Paese».
Alessandra Tuci
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