Il Tirreno

Pistoia

Abusi sugli alunni, ex professore del “Petrocchi” rinviato a giudizio

di Massimo Donati
Abusi sugli alunni, ex professore del “Petrocchi” rinviato a giudizio

Il gup di Pistoia nega il patteggiamento per le accuse di violenza sessuale, maltrattamenti e minacce

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PISTOIA. Una pena troppo esigua, quei due anni con il beneficio della sospensione condizionale, rispetto al reato contestato. Per questo il giudice dell’udienza preliminare ha respinto l’istanza di patteggiamento concordata da pm e difesa, ordinando quindi il rinvio a giudizio davanti al tribunale collegiale dell’ex professore dell’Istituto d’arte di Pistoia “Petrocchi”, accusato di violenza sessuale, maltrattamenti su minori e abuso dei mezzi di correzione.

Una volta un seno sfiorato con la mano, un’altra una pacca sul sedere, oppure degli intensi abbracci da dietro. E ancora, sconvenienti massaggi alle spalle, magliette spostate per sbirciare meglio sotto le scollature, insistenti e imbarazzanti sguardi e apprezzamenti di natura sessuale e non. Residente in Valdinievole, l’insegnante, che dovrà salire sul banco degli imputati il prossimo 17 marzo, ha 58 anni: omettiamo le generalità in quanto il codice penale e le norme deontologiche vietano di scrivere particolari che possano rendere riconoscibili le vittime minorenni di violenze sessuali (fare il nome del professore porterebbe ad identificare le classi frequentate dalle ragazze coinvolte).

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L'uomo venne addirittura arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip Patrizia Martucci su richiesta del sostituto procuratore Claudio Curreli, titolare dell’inchiesta. Misura cautelare in seguito mitigata con quella del divieto di ingresso nel comune di Pistoia e nel divieto di insegnamento all'Istituto Petrocchi.

In vista dell’udienza di ieri – aggiornamento di quella del settembre scorso – i difensori del professore, gli avvocati Gualtiero Bracali del foro di Pistoia e Alessandro Ramerini del foro di Firenze, avevano raggiunto un accordo per il patteggiamento della pena: considerata la continuazione tra i reati contestati, 2 anni di reclusione, considerata la lieve entità – 609 quater – del reato di natura sessuale contestato, ma non l’attenuante del risarcimento alle parti civili.

Alla base dell’accordo con il pm c’era la garanzia che l’uomo non avrebbe più insegnato: a fine ottobre la commissione ministeriale ha infatti decretato la sua temporanea inidoneità all’insegnamento per il periodo di un anno, al termine del quale sarebbe stato assegnato, fino alla pensione, ad un diverso ruolo.

Ma una garanzia “orale” non è stata giudicata sufficiente dalle tre parti civili (due ne sono uscite accettando un risarcimento di 2.000 euro ciascuna) rimaste nel procedimento e rappresentate dall’avvocato Pamela Bonaiuti: «L’unico modo che il professore aveva di far accettare anche a noi il risarcimento economico era quello di dimettersi immediatamente» spiega l’avvocato. Niente risarcimento, niente attenuante, quella che, comportando un ulteriore sconto sulla pena base, avrebbe potuto far considerare congrui dal gup Alessandro Buzzegoli i 2 anni dell’accordo di patteggiamento.

Richiesta di patteggiamento che però i due avvocati difensori del professore potranno eventualmente riproporre nella prima udienza del processo davanti al tribunale collegiale.

Le indagini della polizia che hanno portato al processo avevano preso il via in seguito ad un esposto presentato dai genitori degli alunni alla preside della scuola il 12 novembre 2014. Diciassette gli alunni parti offese, residenti tra Pistoia, Valdinievole, Montagna pistoiese, Piana e Prato.

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