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Pistoia

no al pagamento dilazionato

Cutigliano, il Comune si rivolge al Tar per il piano di Gaia

Cutigliano, il Comune si rivolge al Tar per il piano di Gaia

CUTIGLIANO. Questo matrimonio non s’ha da fare. Tra i Comuni della Versilia, di Lucca, Massa Carrara e in parte Pistoia soci di Gaia - l’azienda di gestione del servizio idrico integrato - e quelli...

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CUTIGLIANO. Questo matrimonio non s’ha da fare. Tra i Comuni della Versilia, di Lucca, Massa Carrara e in parte Pistoia soci di Gaia - l’azienda di gestione del servizio idrico integrato - e quelli di Livorno e provincia - gestiti invece da Asa - non ci sarà alcuna alleanza sull’acqua. Gaia resterà un’azienda pubblica e indipendente. Lo hanno ribadito i Comuni soci dell’azienda versiliese - in occasione dell’ultima assemblea di Gaia martedì a Viareggio - e sul punto, c’è stata piena condivisione da parte del consiglio di amministrazione presieduto da Nicola Lattanzi.

L’assetto societario. I soci sono stati chiari: Gaia deve restare una società pubblica. Avanti tutta, cioè, con gli indirizzi definiti ormai da tempo: nessuna fusione, nessuna ricapitalizzazione ma avanti tutta con il lavoro avviato dal cda con le banche per l’ottenimento di un maxi finanziamento dalle banche (circa 140 milioni di euro) che “salvi” l’azienda assicurando da un lato i servizi all’utenza e gli investimenti e dall’altro il pagamento a rate del maxi debito di Gaia nei confronti dei Comuni.

Davide e Golia. Facile a dirsi, più difficile a farsi. Almeno in questa fase. Il definitivo via libera al finanziamento - comunque ritenuto alla portata di Gaia come riferito da Lattanzi ai soci in assemblea - è bloccato dall’istanza di fallimento presentata dal piccolo Comune di Cutigliano nei confronti di Gaia. Le banche vogliono prima vedere come andrà a finire. Se cioè per una partita da circa 200.000 euro, la cifra della quale il “Davide” Cutigliano chiederebbe il pagamento per evitare peraltro la dichiarazione di dissesto finanziario, il tribunale farà fallire il “Golia” Gaia. Storicamente tra Davide e Golia si sa come è andata a finire... E forse anche per questo l’assemblea dei soci di Gaia alla fine ha deciso di dare mandato al cda di proseguire la trattativa con Cutigliano per evitare di arrivare a una sentenza da parte del tribunale. Trattativa complessa, che da un lato punta a sbloccare in tempi rapidi il via libera al maxi finanziamento dalle banche indispensabile per la stabilità della società (e garanzia anche di aumenti progressivi ma contenuti delle tariffe dell’acqua per i cittadini), ma dall’altro non intende far passare l’idea che qualunque Comune vanti dei crediti nei confronti di Gaia possa ottenere pagamenti anticipati “semplicemente” chiedendone il fallimento. In tutto questo c’è la determinazione, ferrea, di Cutigliano che non si è limitato alla richiesta di fallimento al Tribunale di Lucca ma ha impugnato, di fronte al Tar, anche il piano approvato dall’Ait (Autorità idrica Toscana) in base al quale Gaia viene autorizzata al pagamento dilazionato nel tempo del debito da circa 75 milioni di euro nei confronti dei Comuni. Proprio quel piano che, al contrario, per Gaia rappresenta l’arma con la quale opporsi alla richiesta di fallimento avanzata dal piccolo Comune.

Valentina Landucci

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