Sicurezza
Cade e resta infilzato su un montante
Gravissimo operaio di 34 anni precipitato su uno scaffale di acciaio. Il tetto del capannone ha ceduto sotto il suo peso
SERRAVALLE. Forse voleva controllare più da vicino che non vi fossero altre crepe nella copertura, o forse la sua attenzione è stata attirata da qualcosa troppo distante dal punto in cui si trovava. Fatto sta che, sceso dal cestello dell’autogrù, si è messo a camminare sul tetto del capannone. E sotto il suo peso, una delle lastre in cemento ha ceduto all’improvviso. Ma il trentaquattrenne operaio non è piombato giù fino al pavimento, la sua caduta, con una dinamica agghiacciante, è stata arrestata prima, dopo circa tre metri, dal montante di una delle altissime scaffalature presenti all’interno dell’azienda. E su quel profilato in acciaio, entrato nel suo corpo come una lancia all’altezza dell’inguine, è rimasto impalato.
Erano all’incirca le nove e mezzo di ieri mattina. Tiziano Focosi, calato giù dai vigili del fuoco da quella sorta di trappola mortale, è stato ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale fiorentino di Careggi, dove è stato immediatamente sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per la rimozione di quel montante metallico lungo una sessantina di centimetri che i soccorritori, dopo averlo tranciato con le cesoie idrauliche, hanno dovuto lasciare dentro di lui: cercare di sfilarlo senza aver prima accertato quali organi e vasi sanguigni poteva aver perforato, avrebbe potuto causare un’emorragia tanto repentina quanto fatale. Quindi è stato ricoverato in terapia intensiva. I medici temono per la sua vita.
Il drammatico infortunio sul lavoro è avvenuto a Stazioone di Masotti, in via Vecchia Lucchese, la strada che, al di là del torrente Stella, corre parallela alla strada regionale Lucchese. Tiziano Focosi, cresciuto a Borgo a Buggiano, in via Acquavivola, da qualche tempo vive a Massa e Cozzile, con la sua compagna, da cui avrà un figlio tra circa un mese. Socio di una lavanderia a gettone a Pieve a Nievole – la Liberty di via Marconi – il trentaquattrenne operaio è dipendente di un’azienda idraulica di Massa e Cozzile, di proprietà del suo amico fraterno Roberto Damiani. E ieri mattina, con un collega di lavoro, era a Masotti per eseguire un sopralluogo sulla copertura in cemento di un paio di capannoni.
Posizionata la piccola autogrù davanti al capannone che ospita un’azienda idraulica, Tiziano Focosi si è fatto sollevare fin sopra al tetto, ma ad un certo punto è sceso giù dal cestello e, camminando sopra le lastre in cemento della copertura, è arrivato fin sopra il tetto del capannone adiacente, quello in cui si trova il magazzino di un ingrosso di biciclette e parti di ricambio.
«Non so perché lo abbia fatto – dice affranto l’amico Roberto – Non capisco perché sia sceso dal cestello».
All’improvviso, una delle lastre di cemento ha ceduto sotto il peso del giovane operaio che, in verticale, è caduto giù, infilzandosi nel montante.
A dare l’allarme è stato il compagno di lavoro. Sul posto sono accorsi l’automedica del 118 e l’ambulanza Asa della Croce verde di Pistoia, e subito anche i vigili del fuoco. Lunga e delicata l’operazione per liberare e portare a terra, da un’altezza di circa 5 metri, Tiziano Focosi. Una volta tranciato il profilato di acciaio, i soccorritori hanno calato giù l’operaio, sempre rimasto cosciente. Quindi lo hanno immobilizzato sulla tavola spinale e, con l’ambulanza, lo hanno trasportato fino allo spazio verde di via dei Salici, dove era stato fatto atterrare nel frattempo l’elisoccorso Pegaso. Poi, il volo fino all’ospedale di Careggi.
Massimo Donati
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