Gioco
Ancora molto grave l'operaio rimasto infilzato in un montante
Dopo l'agghiacciante infortunio sul lavoro a Masotti, Tiziano Focosi è stato sottoposto a Careggi ad un delicato intervento chirurgico
SERRAVALLE. Tecnicamente, il delicato intervento chirurgico è riuscito, ma secondo i medici questa fase sarà decisiva, soprattutto dal punto di vista di eventuali complicazioni. E' ancora ricoverato in terapia intensiva all'ospedale fiorentino di Careggi Tiziano Focosi, l'operaio di Massa e Cozzile precipitato dal tetto di un capannoe a Stazione di Masotti la mattina del 9 novembre e rimasto infilzato nel montante di uno scaffale metallico. La prognosi resta naturalmente riservata.
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Agghiacciante la dinamica del'infortunio sul lavoro avvenuto attorno alle 9,30. Con un collega di lavoro, era a Masotti per eseguire un sopralluogo sulla copertura in cemento di un paio di capannoni, in via Vecchia Lucchese. Posizionata la piccola autogrù davanti al capannone che ospita un’azienda idraulica, Tiziano Focosi si è fatto sollevare fin sopra al tetto, ma ad un certo punto è sceso giù dal cestello e, camminando sopra le lastre in cemento della copertura, è arrivato fin sopra il tetto del capannone adiacente, quello in cui si trova il magazzino di un ingrosso di biciclette e parti di ricambio.
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E sotto il suo peso, una delle lastre in cemento ha ceduto all’improvviso. Ma il trentaquattrenne operaio non è piombato giù fino al pavimento, la sua caduta è stata arrestata prima, dopo circa tre metri, dal montante di una delle altissime scaffalature presenti all’interno dell’azienda. E su quel profilato in acciaio, entrato nel suo corpo come una lancia all’altezza dell’inguine, è rimasto impalato.
Tiziano Focosi, calato giù dai vigili del fuoco da quella sorta di trappola mortale, è stato ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale fiorentino di Careggi, dove è stato immediatamente sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per la rimozione di quel montante metallico lungo una sessantina di centimetri che i soccorritori, dopo averlo tranciato con le cesoie idrauliche, hanno dovuto lasciare dentro di lui: cercare di sfilarlo senza aver prima accertato quali organi e vasi sanguigni poteva aver perforato, avrebbe potuto causare un’emorragia tanto repentina quanto fatale.
Tiziano Focosi, cresciuto a Borgo a Buggiano, in via Acquavivola, da qualche tempo vive a Massa e Cozzile, con la sua compagna, da cui avrà un figlio tra circa un mese. Socio di una lavanderia a gettone a Pieve a Nievole – la Liberty di via Marconi – il trentaquattrenne operaio è dipendente di un’azienda idraulica di Massa e Cozzile, di proprietà del suo amico fraterno Roberto Damiani. «Non so perché lo abbia fatto – dice affranto l’amico Roberto – Non capisco perché sia sceso dal cestello».
A dare l’allarme è stato il compagno di lavoro. Sul posto sono accorsi l’automedica del 118 e l’ambulanza Asa della Croce verde di Pistoia, e subito anche i vigili del fuoco. Lunga e delicata l’operazione per liberare e portare a terra, da un’altezza di circa 5 metri, Tiziano Focosi. Una volta tranciato il profilato di acciaio, i soccorritori hanno calato giù l’operaio, sempre rimasto cosciente. Quindi lo hanno immobilizzato sulla tavola spinale e, con l’ambulanza, lo hanno trasportato fino allo spazio verde di via dei Salici, dove era stato fatto atterrare nel frattempo l’elisoccorso Pegaso. Poi, il volo fino all’ospedale di Careggi.
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