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ospedale san Jacopo

Storie “fai da te” per i bimbi ricoverati in pediatria

Storie “fai da te” per i bimbi ricoverati in pediatria

PISTOIA. "Irma dai capelli rossi aveva un sogno: quello di diventare ballerina". Inizia così il libro scritto ed illustrato da Cristina Palandri: la poliedrica artista pistoiese che con il progetto...

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PISTOIA. "Irma dai capelli rossi aveva un sogno: quello di diventare ballerina". Inizia così il libro scritto ed illustrato da Cristina Palandri: la poliedrica artista pistoiese che con il progetto "Scrivi anche tu una storia" questa volta ha dedicato il suo talento e la sua fantasia ai piccoli ricoverati dell'ospedale San Jacopo di Pistoia. Il libro potrà essere letto dai bambini e dai loro genitori durante il ricovero ma, l'originalità dell'iniziativa, sta nel fatto che ogni bambino potrà riscrivere la "sua storia" utilizzando delle tavolette in legno sempre disegnate all'artista che sono state collocate in reparto.

Il progetto è stato ideato e costruito da Cristina Palandri appositamente per il reparto pediatrico pistoiese ed è stato realizzato grazie al fondamentale contributo della Fondazione Giorgio Tesi, che ne ha apprezzato l'originalità e la finalità in quanto offre ai bambini la possibilità di vivere momenti di spensieratezza e gioco, in un contesto imprevisto e indesiderato come quello ospedaliero.

Alla realizzazione dell'iniziativa hanno inoltre collaborato: CNA, C.G. Olimpia, AXE Scuola di Danza Classica e Jazz, Dance Theatre Scuola Di Danza Isabella "Milleluci".

"Irma dai capelli rossi", è una storia costellata da numerosi personaggi e racconta dell'incontro tra una ragazzina e un "medico-amico". Il libro potrà assumere anche una valenza di aiuto psicologico: le parole e i disegni, grazie alla sensibilità dell'artista, oltre che divertire, tranquillizzano i bambini che spesso, nel contesto sanitario, vivono momenti di disagio e paura.

Il dottor Rino Agostiniani, direttore del dipartimento area materno-infantile ha evidenziato l'importanza di mettere accanto alle terapie tradizionali "le terapie del sorriso". «Le reazioni a queste esperienze da parte dei bambini - ha detto il pediatra - sono molto positive; anche i piccoli pazienti con sintomatologia dolorosa dopo un iniziale isolamento si lasciano coinvolgere nel gioco, colti da una atmosfera di stupore e allegria, come se mettessero il loro malessere in secondo piano».

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