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«Inceneritore, è anarchia gestionale»

AGLIANA. «Inquietante e paradossale», secondo il consigliere del gruppo Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Maurizio Ciottoli, la risposta del sindaco Giacomo Mangoni sulla vicenda dei carboni...

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AGLIANA. «Inquietante e paradossale», secondo il consigliere del gruppo Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Maurizio Ciottoli, la risposta del sindaco Giacomo Mangoni sulla vicenda dei carboni attivi della società Gale.

Una risposta sollecitata dall’interrogazione sulla controversia tra Cis e Gale presentata da Ciottoli in consiglio comunale, e che, secondo il consigliere, «dimostra la completa anarchia gestionale in cui versa l’inceneritore di via Tobagi, affidato alla conduzione più approssimativa e incontrollata della Ladurner/Hafner». La vicenda, come ricordato dal sindaco Mangoni rispondendo in consiglio, è quella della causa promossa nel 2007 al tribunale di Milano dal Cis nei confronti della Gale, relativa alla qualità dei carboni attivi forniti. Al tempo, ha chiarito Mangoni, non fu fatta nessuna delibera di giunta, perché non necessaria; vi fu, però, una delibera del cda del Cis e quindi i sindaci dei tre Comuni proprietari dell’impianto di Montale erano a conoscenza della circostanza. Le spese sostenute, ha aggiunto il sindaco, per i legali del Cis, la domiciliazione a Milano e la soccombenza nella causa sono pari a circa 62.000 euro. «Poca trasparenza e poca forza nel controllo dell'inceneritore», secondo Ciottoli. «Il cda del Cis – sostiene - per resistere alle evidenze dei fatti, deliberò una temeraria azione giudiziaria contro la fornitrice Gale, poi rivelatasi spericolata oltreché onerosa, avviata senza avvisare i Comuni proprietari. Come al solito, i costi degli avvocati, assegnati alla soccombente Cis, sono stati solo l’ultimo dei problemi per i sindaci che sanno di essere impuniti e di non pagare comunque, riversando i costi per quasi 63.000 euro sulla cittadinanza ignara. La vicenda, richiamata nella sentenza di secondo grado, conferma una spericolata gestione dell’impianto definito dai giudici “incontrollato”. Le amministrazioni – accusa Ciottoli - sono prone alle più bieche manipolazioni politiche di lobby inceneritoriste, condotte sulla pelle e sulle tasche dei cittadini. I Comuni del Cis sono solo formalmente proprietari, ma vengono informati sempre a cose fatte, omettendo di informare i consigli comunali. L’esito della storia giudiziaria sui carboni attivi è stato scoperto dopo quasi un anno dalla sentenza del Tribunale di Milano, ma è certo che sarebbe andata nel dimenticatoio senza la nostra interrogazione, visto l’atteggiamento omissivo e irresponsabile dei sindaci del Pd».

Tommaso Artioli

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