Il Tirreno

Pistoia

Maltrattamenti all’asilo di Agliana, il pm chiede 2 anni e mezzo per le quattro maestre

Maltrattamenti all’asilo di Agliana, il pm chiede 2 anni e mezzo per le quattro maestre

Sotto accusa in tribunale per violenze fisiche e psicologiche su alcuni bambini ex insegnanti della vecchia gestione del “Gatto Parlante”

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AGLIANA. Non un semplice abuso di mezzi di correzione. Ma secondo il pm, violenze fisiche e psicologiche che, protratte nel tempo, costituiscono veri e propri maltrattamenti nei confronti dei bambini a loro affidati. Ed è per tale fattispecie di reato che, al termine della sua lunga requisitoria, ieri mattina il sostituto procuratore Claudio Currelli ha chiesto la condanna a due anni e mezzo di reclusione per le quattro maestre che, nel 2010, lavoravano all’asilo “Gatto Parlante” di Agliana, prima che questo, proprio per quella vicenda, venisse chiuso dal Comune e poi riaperto con una gestione completamente diversa.

Il pm, in subordine, qualora il giudice Luca Gaspari ritenesse che nel comportamento delle imputate non vi fosse quell’abitualità che è a fondamento del reato di maltrattamenti, ha chiesto per tutte la condanna a 9 mesi di reclusione per il reato di abuso di mezzi di correzione.

In ogni caso, la pubblica accusa, citando le testimonianze che si sono succedute nelle scorse udienze, ha ripercosso ieri quelle che sono state le violenze subite dai piccoli affidati alle maestre, per comportamenti sia omissivi che commissivi. E anche le conseguenze che tali violenze hanno avuto per i bambini in forma di disturbi di varia natura associabili allo stress post-traumatico.

Le imputate nel processo in corso davanti al giudice monocratico del tribunale di Pistoia sono Cinzia Pettini, 54 anni, di serravalle; Stefania Briganti, 32, di Agliana, Alice Cannas, 32, di Vernio; e Caterina Tibo, 32, di Montale.

Responsabile civile, la cooperativa sociale “Alice”, che gestiva, fino al 2011, la struttura: in caso di condanna, sarà perciò la cooperativa a dover provvedere in solido con le imputate all’eventale risarcimento nei confronti delle due famiglie che nel porcesso si sono constituite parti civili.

Come si legge nel capo di imputazione, alcuni dei bambini venivano chiusi per punizione in stanze buie, oppure, quelli più grandi, legati nei seggioloni dei bimbi più piccoli “non solo per farli stare scomodi ma a scopo degradante...”. Oppure a volte venivano tolte loro di sotto le sedie affinché cadessero a terra. Alcune delle mamme sentite nelle passate udienze hanno testimoniato come i figli avessero raccontato loro di schiaffi e veementi sgridate.

La sentenza è attesa il 21 gennaio prossimo.

La vicenda fu portata alla luce da tre studentesse del liceo pedagogico di Pistoia che avevano effettuato uno stage al “Gatto Parlante” nel febbraio 2010. Nella relazione di fine stage, le ragazze misero nero su bianco particolari e nomi. Le loro tre professoresse di riferimento erano state citate in giudizio per omessa denuncia: lo scorso 23 giugno sono state assolte con formula piena perché il fatto non sussiste.

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