Il Tirreno

Pistoia

La Breda sopravvive in corso Gramsci

La Breda sopravvive in corso Gramsci

Un’azienda con 54 lavoratori, nata per assorbire il personale che sarebbe stato in esubero dopo l’arrivo di Hitachi

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Per un’insegna AnsaldoBreda che scompare per sempre da via Ciliegiole, un’altra è ricomparsa al civico 15 di corso Gramsci. È quella della “Old Company”-AnsaldoBreda, azienda di 54 dipendenti, che nella nuova sede si è trasferita lunedì scorso, in concomitanza con il passaggio ufficiale dello stabilimento ferroviario al gruppo giapponese Hitachi. Una realtà, la “Breda di corso Gramsci”, che per numero di dipendenti è la seconda in città.

Come noto, nel passaggio di proprietà dalla gestione pubblica di Finmeccanica a quella privata della multinazionale giapponese, Hitachi non ha acquisito per intero il gruppo AnsaldoBreda, ma sono rimasti fuori dai giochi, ma ancora nel perimetro di Finmenccanica, un totale di 129 lavoratori degli stabilimenti di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria. Una Old Company nata solo per riassorbire la gestione amministrativa di vecchie commesse non ancora portate a termine, e che Hitachi ha rifiutato di accollarsi perché in perdita. Per citarne alcuni: i treni Ic2/Ic4 per la Danimarca, i tram Sirio per Goteborg e gli interventi di manutenzione su materiale rotabile delle 900 carrozze di Trenitalia.

Nel caso specifico di Pistoia sono 54 le persone, fra impiegati semplici e quadri aziendali, a essere stati trasferiti in Old Company. In corso Gramsci hanno occupato parte degli uffici dell’ex Catasto: i cartelli alle porte ci sono, ma i lavori sono ancora in corso.

I dipendenti, 129 in tutto il gruppo, sono invece lavoratori prossimi a raggiungere i requisiti pensionistici contenuti nell’articolo 4 della legge Fornero, che prevede il pensionamento anticipato di 4 anni e che Finmeccanica si è impegnata a tutelare fino al 2020, anno in cui la Old Company verrà sciolta, per allontanare il rischio esuberi.

L’accordo per il futuro di questi dipendenti e per i loro prepensionamenti era stato firmato lo scorso luglio a Roma durante un incontro fra sindacati e AnsaldoBreda. Da questo quadro rimangono però fuori 5 dipendenti che non raggiungeranno i requisiti pensionistici entro il 2020. Per loro Finmeccanica ha previsto un successivo riposizionamento in altre aziende del gruppo. Come spiega Albano Tonioni – Rsu Fiom Cgil – la scelta del distacco del ramo Old Company da AnsaldoBreda durante il passaggio a Hitachi, a livello di trattativa sindacale, è stata portata avanti per la massima tutela dei lavoratori. «Di fronte al rischio esuberi dopo una forzatura di AnsaldoBreda, al tavolo romano il sindacato ha firmato un accordo per garantire ai 54 dipendenti un percorso che li accompagnasse al raggiungimento dei requisiti pensionistici della legge Fornero. I lavoratori coinvolti – conclude – hanno firmato volontariamente l’accordo per il passaggio a Old Company».

Insomma, un’operazione che i sindacati hanno dovuto accettare, per accontentare Hitachi che non voleva “pesi morti”. E anche se le garanzie per i 54 ci sono tutte, nei giorni di festa per l’inizio dell’avventura Hitachi, della “Old Company” si parla con un filo di imbarazzo.

Valentina Vettori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore