Sicurezza
«Poteva ucciderla, dovevamo prenderlo»
Il questore si complimenta con la Mobile: non siamo abituati, da queste parti, a episodi del genere
PISTOIA. «Poteva ucciderla». Un centimetro più verso il collo invece che quella “scheggiatura” dietro l’orecchio per cui ha avuto cinque giorni di prognosi, e la rapina avrebbe avuto un esito drammatico. «Complimenti agli agenti della Mobile. Non siamo abituati, da queste parti, a vivere episodi del genere - commenta il questore Salvatore La Porta - Ed è per questo che era diventato un punto di principio prenderlo».
Catturare la “Primula rossa” che il 25 settembre, con un’azione impetuosa e goffa, aveva costretto due impiegati pistoiesi, appartati in auto sulla Riola, a scendere di macchina e consegnargli soldi, orologi e gioielli, per poi farsi legare e trascinare in un capanno nel bosco. Arrivati sulla soglia parte un colpo di proiettile che sfiora all’orecchio la donna. Forse è involontario. L’impiegato ha raccontato di un attimo di sorpresa del rapinatore, che si era presentato dal suo lato dell’Audi col volto nascosto da un sottocasco, una sorta di “guscio di plastica” sul naso, gli occhiali e, soprattutto, una carabina ad aria compressa in mano. Quando ha visto la collega a terra, il trentacinquenne si è gettato su De Conti, e i due sono finiti nel sottostrada. De Conti si è dato alla fuga, la coppia ha chiamato la polizia. Nel frattempo è stata soccorsa da due automobilisti di passaggio, che hanno visto una Polo targata Bologna sfrecciare via ad alta velocità. E con accento emiliano parlava il rapinatore descritto alla polizia e identificato dopo 48 ore dalla Squadra mobile in Roberto Basilio De Conti, 48 anni, milanese di nascita ma residente da molti anni a Sambuca, titolare alcuni anni fa di un internet point a Pistoia. De Conti avrebbe detto alla coppia che non aveva più nulla da perdere: «Non lavoro da tre anni, ho bisogno di soldi». Ai poliziotti, venerdì sera a Montale, avrebbe ammesso le sue responsabilità nella rapina. Nei prossimi giorni sarà interrogato dal magistrato. Nei suoi confronti era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci per rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni personali. L’attività investigativa è stata coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco. De Conti è difeso dall’avvocato Giada Maggini del Foro di Pistoia.
Tra le (tante) armi trovate nell’essiccatoio sopra i boschi di Sambuca, e che testimoniano la passione del 48enne milanese per le discipline orientali, non c’era la carabina ad aria compressa usata il 25 settembre. «Ci ha raccontato - spiega Antonio Fusco - di averla sotterrata vicino all’essiccatoio. Ci torneremo il prima possibile per recuperarla». «Un soggetto che ha richiesto le energie dei migliori latitanti - commenta il questore La Porta - gli mancava solo il rifugio sotterraneo». (t.g.)
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