Gioco
La Provincia deve restituire quasi nove milioni allo Stato
PISTOIA. Non bastassero le difficoltà di bilancio e le incertezze che ancora gravitano sul destino delle Province, l’ente di piazza San Leone si ritrova pure a dover ottemperare ad una “rimborso...
PISTOIA. Non bastassero le difficoltà di bilancio e le incertezze che ancora gravitano sul destino delle Province, l’ente di piazza San Leone si ritrova pure a dover ottemperare ad una “rimborso forzoso” di denaro del quale avrebbe fatto volentieri a meno. Si tratta di poco meno di 9 milioni, per l’esattezza 8.756.973 euro, che la Provincia di Pistoia deve restituire all’erario, cioé allo Stato, corrispondenti alla riduzione di spesa corrente che ciascun ente deve conseguire per l’anno 2015. La legge di riferimento è la 190 del 2014, la quale prevede che ogni Provincia e città metropolitana deve concorrere al contenimento della spesa pubblica, attraverso una riduzione della spesa corrente di 1.000 milioni di euro nell’anno 2015, 2.000 nel 2016 e 3.000 nel 2017. All’inizio dell’estate di quest’anno, con un decreto il governo ha convertito l’ammontare di questa riduzione di spesa e a Pistoia è toccata quella cifra lì. La scadenza della restituzione ha una data emblematica per la Provincia: 2 novembre. Proprio in questi giorni l’ufficio servizi finanziari ha firmato la determina, imputando la spesa ad un capitolo del bilancio della Provincia dal nome significativo: “taglio assegnazioni federalismo 2012”. Ciò che è stato dato tre anni fa con un provvedimento all’insegna del federalismo, viene ora tolto con un decreto di segno opposto, vocato all’accentramento e alla spending review. Il dirigente dei servizi finanziari Renato Ferretti non ha resistito dal segnalare malinconicamente questa sua determina, da lui firmata obtorto collo, sul proprio profilo Facebook: «Erano risorse che dovevano servire per scuole superiori, strade e servizi e che invece siamo stati costretti dalle leggi del governo a restituire all’erario». Le cifre da restituire sono state ripartite in base a vari fattori, di cui l’ampiezza del territorio e il numero di abitanti sono fra quelli principali.
Così, per esempio, Prato dovrà rimborsare meno di 7 milioni perché la provincia è piccola, Firenze, per contro, quasi 22. (f.a.)
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