Gioco
Svolta per la Gibus, si tratta sul futuro dei 32 lavoratori
Possibile l’utilizzo di ammortizzatori sociali per gestire la riorganizzazione. Incontri a Casalguidi e in Regione
CASALGUIDI. Quanto lungo sia il passo fatto dall’azienda, è ancora presto per dirlo. Di sicuro però, la distanza tra le parti coinvolte nella vertenza Gibus, si è accorciata. La società di Padova fabbrica tende da sole e a Casalguidi ha uno dei suoi poli produttivi, fin qui destinato alla chiusura. Giovedì 29 ottobre, invece, è emersa la disponibilità a confrontarsi sull'utilizzo di ammortizzatori sociali per gestire la fase di riorganizzazione aziendale, che resta confermata.
Dopo giorni di muro contro muro, toni accesi e tensioni fuori e dentro la fabbrica, giovedì si è finalmente aperto il tavolo della trattativa tra organizzazioni sindacali – Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil – e proprietà. La chiusura dello stabilimento pistoiese annunciata da Ginfranco Bellin, ad della società padovana il 19 ottobre scorso, «non è stata tra gli argomenti di questo primo incontro» spiegano i sindacalisti. «Siamo in una fase ibrida – commenta Daniele Vaccaro, Filca Cisl – L’azienda è disponibile a trattare. Non è escluso neppure un passaggio al Ministero per chiarire alcuni aspetti tecnici».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.12346166:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2015/10/28/news/gibus-il-giorno-dei-confronti-decisivi-prima-il-faccia-a-faccia-tra-sindacati-e-azienda-poi-il-tavolo-in-regione-1.12346166]]
Se è vero che un passo è stato fatto, è altrettanto vero che non c’è alcun entusiasmo nell’aria. Trentadue posti di lavoro sono a rischio. Gli operai restano quindi in stato di agitazione e continuano l’assemblea permanente in fabbrica, convocata una settimana fa da Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e dai delegati sindacali aziendali. «Finché non ci sarà qualcosa di concreto, andremo avanti» spiega Vaccaro. Anche perché pur non essendo stata messa sul tavolo di ieri, la “riorganizzazione” aziendale è stata confermata in Regione proprio dai rappresentanti dei lavoratori. I vertici Gibus avevano ribadito l’intenzione di chiudere lo stabilimento casalino anche al sindaco di Serravalle, Patrizio Mungai, martedì scorso, quando l’ad Bellin, insiema a una parte del cda, è arrivato nella fabbrica di Casalguidi per ritirare la merce destinata alla consegna. Ne è seguito un braccio di ferro, durato oltre tre ore, tra sindacati e proprietà. Alla fine Fillea, Filca e Feneal hanno strappato l’apertura di una trattativa, mentre Bellin si è preso la merce.
All’incontro di giovedì mattina, è seguito un secondo confronto, quello convocato dalla Regione, che si è svolto in due tempi. Prima il consigliere del presidente Rossi per i problemi del lavoro, Gianfranco Simoncini, ha incontrato l’azienda chiedendo, come si legge nella nota regionale, “di fare tutto il possibile per mantenere a Casalguidi il sito produttivo e, nel caso in cui questo non sia possibile, di creare le condizioni affinché siano garantiti ai lavoratori la ricollocazione al lavoro e il sostegno al reddito”.
Dopo il primo tavolo con i vertici Gibus, Simoncini ha incontrato i sindacati e le rsa per fare il punto sul confronto in corso. Presenti anche il sindaco Mungai e il vicesindaco Simona Querci. In Regione i rappresentanti dei lavoratori “hanno riconfermato la loro posizione sul mantenimento del sito produttivo a Casalguidi e hanno riferito della disponibilità da parte dell'azienda a confrontarsi sull'utilizzo di ammortizzatori sociali per gestire la fase di riorganizzazione che la società intende comunque percorrere”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
