La protesta
Anziana morta, dalle intercettazioni sospetti sulla badante
Quelle "goccioline" somministrate per farla stare calma e i dubbi su ciò che accadde davvero la notte del decesso
PISTOIA. Gli inquirenti ne sono convinti, quei maltrattamenti si sono verificati. E le registrazioni eseguite grazie ai microfoni spia lo confermerebbero. Maltrattamenti dei quali è accusata Letitia Negoi, la badante romena (61 anni) arrestata sabato 24 ottobre a Pracchia, dove viveva insieme a Marisa Chiappelli Cadria, 90 anni, e a suo marito. L'anziana donna era stata trovata morta nel suo lettto venerdì 23, apparentemente stroncata da un malore. Secondo gli inquirenti la Negoi maltrattava abitualmente l'anziana affidata alle sue cure e tali maltrattamenti avrebbero contribuito a causare la morte dell'anziana pensionata. La prova starebbe appunto nelle registrazioni di voci e suoni carpite dai microfoni installati dai carabinieri dopo una denuncia firmata da alcuni vicini.
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Ampi stralci delle intercettazioni sono stati letti a Letitia Negoi giovedì 28 ottobre dal gip del tribunale, che le ha chiesto spiegazioni per quelle offese, per quelle minacce, e per le esclamazioni di dolore da parte dell’anziana pensionata da lei assistita, “colpevole” in un caso di aver sporcato il letto. La badante ha respinto le accuse al mittente: ha detto che qualche parola grossa può certo essere volata, visto l'impegno richiesto dall'assistenza ad una persona malata di demenza senile. Ma percosse, quelle no: mai alzato le mani su Marisa Chiappelli.
Ma in quelle trascrizioni ci sono anche elementi che per gli investigatori testimonierebbero la facilità con la quale la badante sarebbe stata solita somministrare i medicinali a Marisa Chiappelli, soprattutto quelle “goccioline” per tenerla calma, con le quali “intontirla” per avere un po’ di pace, nonostante i dubbi, dalla stessa badante paventati con un’amica, che, dopo i problemi al cuore che all’anziana donna avevano diagnosticato una settimana prima in ospedale, potessero farle male.
È stato anche in base a tali conversazioni carpite con le microspie che, la mattina del decesso, i carabinieri hanno sequestrato il sacchetto pieno di farmaci prescritti a Marisa Chiappelli che la badante aveva portato alla farmacia del paese per donarli ai bisognosi, in quanto ormai inutili.
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Gli inquirenti – altro elemento che ha portato alla decisione di bloccare i funerali e porre sotto sequestro la salma – ritengono inoltre che Letita Negoi non abbia detto la verità su ciò che sarebe avvenuto la notte in cui l’anziana pensionata è morta. La badante romena infatti ha raccontato, il mattino successivo, di essere stata svegliata attorno alle cinque e mezzo dalle richieste di aiuto della donna, di essere corsa nella sua camera appena in tempo perché le spirasse tra le braccia.
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Grida di aiuto e movimenti che però non sarebbero stati registrati dai microfoni. Che, per l’ultima volta, invece, sarebbero stati attivati poco prima delle due di notte, dai pesanti rantoli dell’anziana donna, cessati poi improvvisamente. Da quel momento, più alcun rumore, fin quasi alle otto del mattino. Il timore di essere rimproverata per non essersi alzata per vedere se la sua assistita stesse bene? O di essere accusata di aver esagerato con il calmante? Gli inquirenti non si spiegano le ragioni delle incongruenze tra registrazioni e racconto della badante, che, fatto sta, ha in ogni caso contribuito ad addensare i sospetti su di lei.
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