Gioco
Anziana trovata morta a letto, in cella la badante
Pistoia, la sessantunenne è accusata di maltrattamenti con l’aggravante dell’aver causato il decesso della vittima. Ai carabinieri ha chiesto: "Perché mi arrestate?"
PISTOIA. Poche ore prima avevano avuto la certezza su ciò che accadeva tra quelle quattro mura. E, d’accordo con la procura, i carabinieri erano pronti a bussare già la mattina successiva alla porta d’ingresso di quella casetta di via delle Chioderie, a Pracchia,per mettere fine alle angherie di cui erano stati testimoni grazie alle microspie piazzate qualche giorno prima all’interno delle prese elettriche. Ma non hanno fatto in tempo. Marisa Chiappelli Cadria è morta nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, nel suo letto.
Troppo tardi per l’anziana donna, ma non per assicurare che la giustizia possa fare il suo corso. Un altro paio di giorni di accertamenti, riscontri e pedinamenti, e, con l’accusa di maltrattamenti aggravati, sabato 24 ottobre le manette dei militari dell’Arma sono scattate ai polsi della badante romena alle cui cure erano stati affidati Marisa e il marito Leopoldo Themel, entrambi novantenni ed entrambi non autosufficienti. Su ordine del pm Luciano Padula, Letitia Negoi, 61 anni, è stata sottoposta a un fermo di polizia, per il concreto pericolo di inquinamento delle prove e di fuga.
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"PERCHE' MI ARRESTATE?"
Ora Letitia Negoi si trova in carcere, a Sollicciano. Quando i carabinieri l’hanno arrestata ha detto solo poche parole: “Perché mi arrestate? Perché mi arrestate?”. Per poi restare completamente muta quando gli è stato risposto che era perché aveva maltrattato i due anziani coniugi.
Mercoledì 28, assistita da un difensore d’ufficio, la donna sarà interrogata dal giudice delle indagini preliminari del tribunale, Patrizia Martucci, chiamata a convalidare il fermo e a decidere sulla misura cautelare della custodia in carcere chiesta da pubblico ministero titolare delle indagini sui maltrattamenti, il sostituto procuratore Claudio Curreli (mentre, in sua assenza, l’autopsia e il fermo erano stati materialmente disposti dal pm di turno d’urgenza in procura, Luciano Padula).
Il fermo è stato disposto dalla procura in quanto appariva concreto il rischio di fuga e quello di inquinamento delle prove (attraverso la distruzione dei farmaci che venivanop somministrati ai due anziani).
La donna, che lavorava regolarmente come badante per l’anziana coppia da circa un anno e mezzo, è accusata non solo di maltrattamenti ma anche, proprio a causa di questi, di aver comunque contribuito al decesso di Marisa Chiappelli Cadria. Sarà l’autopsia disposta dalla procura a stabilire se vi sia un nesso causale tra le violenze fisiche e psicologiche di cui si sarebbe macchiata la badante e la morte, apparentemente avvenuta per cause naturali. E il medico legale, che riceverà l’incarico questa mattina, dovrà, attraverso l’esame tossicologico, anche chiarire se vi sia stato un sovradosaggio nella somministrazione di farmaci, in particolare le gocce utilizzate solitamente per far dormire più tranquillamente le persone anziane.
LE INDAGINI
Sono stati i carabinieri di Campo Tizzoro ad avviare le indagini una decina di giorni fa, quando, in caserma, si è presentata una coppia di villeggianti di Montemurlo che stava trascorrendo un breve periodo di ferie in un appartamento che si trova di fronte all’abitazione dei coniugi Themel: in più occasioni avevano udito grida provenire dalla villetta e, in qualche caso, avevano intravisto dall’esterno i maltrattamenti compiuti dalla badante.
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Immediatamente informata, la procura ha subito autorizzato le intercettazioni ambientali. Sotto le spoglie di tecnici dell’Enel, i carabinieri sono riusciti a piazzare dei microfoni all’interno dell’abitazione senza destare i sospetti della badante. E attraverso quelli sono riusciti ad avere la conferma sui maltrattamenti: offese, ingiurie, minacce di morte, ma anche,. secondo gli inquirenti, l’inconfondibile schiocco delle percosse, degli schiaffi, a cui i due anziani coniugi non potevano opporre la minima resistenza. Una conferma arrivata nella giornata di giovedì, poche ore prima della morte di Marisa.
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IL FERMO
Venerdì mattina, quando il medico curante è stato chiamato dalla badante, l’anziana donna era nel suo letto, priva di vita. E poco dopo sono arrivati anche i carabinbieri, tra lo stupore di tutti, anche dei familiari (il figlio Luca Andrea e la nipote) arrivati nel frattempo da Prato, inconsapevoli delle indagini in corso.
ll fermo di Letitia Negoi è stato disposto quando la procura ha capito che la donna stava per lasciare l’Italia: sembra si fosse già accordata con uno dei tanti piccoli corrieri che fanno la spola tra la Romania con il loro pulmini e il nostro paese per tornare in patria a cavallo del fine settimana. Inoltre, la badante aveva tentato di disfarsi, gettandoli negli apposito contenitori nella farmacia del paese, di varie confezioni di medicinali, fra cui i sedativi che potrebbero essere stati somministrati in modo difforme dalle prescrizioni ai due coniugi.
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