Toscana
Un’altra fumata nera alla Lime
Niente di fatto nell’incontro di ieri fra operai, sindacati e azienda
CAMPO TIZZORO. Ancora una fumata nera sul futuro dei 24 operai della Lime di Campo Tizzoro che presto passeranno alla nuova “Lime Italy spa”. La riunione di ieri mattina nello stabilimento campotizzorino tra sindacati, rappresentanti Kme e la nuova realtà industriale non ha portato i frutti sperati. E di conseguenza è stato necessario un ulteriore rinvio, a venerdì prossimo, per una nuova assemblea.
Continuano perciò a rimanere con il fiato sospeso i dipendenti dello stabilimento di Campo Tizzoro (24, come detto, tra operai e impiegati) che ai primi di novembre si troveranno “venduti” dal Gruppo Kme alla nuova realtà industriale “Lime Italy spa” con sede a Barga. Ma il pulmino e il servizio mensa lo forniranno loro? Ma avremo gli stessi diritti degli operai di Kme dello stabilimento di Fornaci? Ma con esattezza cosa andremo a fare? Dubbi “normali” di persone “normali”, cinquantenni che vanno al lavoro tutti i giorni per guadagnarsi uno stipendio e mantenere una famiglia e che da un giorno all'altro vedono il loro futuro cambiare drasticamente.
«Le cose che ci fanno più paura – spiegano – è che la nuova Lime Italy non ha un retroterra, un know-how preciso che ci faccia stare sicuri. E' una azienda inattiva che partirà con la produzione grazie al nostro intervento. Tutti noi speriamo che sia un rilancio ma i dubbi permangono».
Forse i dipendenti avrebbero voluto più tempo per decidere cosa fare. «Quello che desideriamo – continuano – è la garanzia di poter avere gli stessi diritti dei colleghi di Kme di Fornaci di Barga, soprattutto in materia di ammortizzatori sociali. Se avessimo garantito anche un periodo biennale di ammortizzatori sociali potremmo vagliare varie ipotesi sul nostro futuro, ma così ci sentiamo in difficoltà».
Le 24 persone che ad un certo punto saranno costrette ad organizzare le proprie giornate in maniera diversa, desiderano solo rispetto e dignità.
«Questa è una fase delicata – aggiungono– e crediamo che sia importante sensibilizzare la proprietà Kme nell’agevolare e rendere meno traumatico possibile questo spostamento».
E poi c’è un altro aspetto che non va loro giù. Non si spiegano il motivo della fretta nel sottoscrivere il contratto di cessione alla nuova Lime Italy Spa. «Da una parte – spiegano – questo cambiamento di nome dell’azienda (prima era la Luxmen Group srl con sede a Grosseto, ndr) speriamo che stia a significare un certo proseguimento delle lavorazioni Lime. Però ci domandiamo anche perchè questa cessione non sia possibile farla con la fine dell’anno invece che a novembre. In questo modo la nostra situazione coinciderebbe con quella dei dipendenti di Fornaci di Barga, significherebbe uguali condizioni per tutti».
Carlo Bardini
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