Toscana
Gibus, i sindacati ottengono l’apertura di una trattativa
Convulsa giornata allo stabilimento di Casalguidi I camion ritirano la merce, mentre il cda incontra Cisl e Cgil
Si va alla trattativa tra i vertici Gibus e i sindacati. Dopo una settimana di sciopero, cinque giorni di presìdio permanente, con gli operai in fabbrica giorno e notte, a partire da domani comincerà il confronto con i vertici della spa padovana di tende da sole.
Marco Ballati, Fillea Cgil, Daniele Vaccaro, Filca Cisl, e Domenico Vomero, Feneal Uil, lo comunicano dopo quasi quattro ore di incontro, affrontato a più riprese, con l’ad Gianfranco Bellin che, accompagnato da una parte del cda e dal consulente aziendale Miotto, ieri mattina è arrivato nello stabilimento Gibus di Casalguidi. Da venerdì all’interno della fabbrica è in corso l’assemblea permanente degli operai contro la chiusura del sito, annunciata il 19 ottobre dal numero uno dell’azienda a sindacati e rsa, anche se al momento nessuna procedura di mobilità è stata aperta.
Per domani è inoltre convocato il tavolo con proprietà e istituzioni dalla Regione. «Abbiamo ottenuto quello che i lavoratori hanno sempre chiesto, cioè iniziare a discutere con molta più chiarezza sul destino di questo stabilimento – spiega Ballati subito dopo l’incontro fiume - Da parte loro rimane confermato il destino che avevano annunciato», ovvero la cessazione della produzione.
Lo conferma anche il sindaco Patrizio Mungai. «L’unica “novità” – racconta a seguito dell’incontro con l’ad – potrebbe essere sui tempi della cessazione», inizialmente prevista per il 31 dicembre (termine che, vista la tempistica prevista dalla norma per la trattativa e le eventuali procedure di mobilità, non può certo essere rispettato).
Abbiamo chiesto proprio all’ad Bellin se ci sia o meno la volontà di continuare con il piano di chiusura. «Questo lo vedremo giovedì, al tavolo» ci ha risposto al termine di una mattinata cominciata poco dopo le otto, con l’arrivo di tre camion e di una dozzina di dipendenti dello stabilimento Gibus di Padova al sito di Casalguidi per ritirare la merce. Lunedì pomeriggio i vertici aziendali avevano annunciato denunce nel caso in cui i lavoratori avessero tentato di impedire il ritiro dei prodotti, causando “gravi danni economici”. I dirigenti hanno inoltre accusato gli scioperanti di aver già bloccato i camionisti. Versione questa smentita da sindacati e dipendenti, visto che le persone inviate da Padova giovedì scorso, sono sì arrivate a Pistoia, ma senza mai avvicinarsi alla sede di Casalguidi.
Appena messo piede nella fabbrica pistoiese, Bellin mette in chiaro la sua priorità. «Io voglio entrare a prendere le merci con i camion e con i miei uomini. Non potete impedirmi di entrare nella mia proprietà e di prendere ciò che è mio» dice l’ad. Si parla di oltre 200.000 euro di tende da consegnare. I sindacati ribadiscono che nessuno sta impedendo il ritiro dei materiali. «Abbassi il tono – replica Ballati, Fillea Cgil – Voi vi assumete solo le responsabilità che riguardano i vostri interessi, punto e basta. State sfuggendo dalla responsabilità di dare risposte a questi lavoratori che vi hanno chiesto in che modo sarà la loro fine, se c’è. Anteponete i vostri interessi a un momento breve di agitazione sindacale..». A questo punto Bellin interviene. «Desidero ricordare – dice – che ci sono altri 120 lavoratori (nel polo produttivo di Padova, ndr). Io devo pensare all’azienda nel suo complesso. Faccio i piani industriali per questo». «Sembra quasi Olivetti a sentirla parlare così» taglia corto un ironico Ballati.
Poi i vertici entrano in azienda. Sindacati e rsa saliranno a più riprese ai piani alti per un confronto: fino alle 13, quando viene accordata l’apertura della trattativa. Intanto gli operai Gibus, 32 in tutto che rischiano il licenziamento, restano fuori a difendere il posto di lavoro. Urlano “vergogna” quando passa il responsabile dello stabilimento. Applausi invece per il sindaco Patrizio Mungai, che si è mosso fin dal presidio del 21 ottobre contro la chiusura. Vicinanza da parte dei lavoratori anche a Virgilio Pagnini, presidente del cda che – questo raccontano alcuni dipendenti – ha battuto i pugni sul tavolo per difendere il sito casalino. Pagnini è stato il fondatore dell’azienda pistoiese di tende da sole “Viropa”, tra le quattro realtà imprenditoriali italiane che hanno dato vita alla Gibus spa con la fusione del 2012. Quel “matrimonio”, sostengono gli scioperanti, «è servito solo a prendere il marchio Gibus. Era un disegno preordinato da parte dei padovani». A settembre è stato chiuso lo stabilimento di Cuneo. Per la fine dell’anno è annunciata la chiusura del sito produttivo di Casalguidi. Resta il polo di Padova. «La riorganizzazione in atto serve per la sopravvivenza della società» si legge nel comunicato aziendale firmato dai dirigenti lunedì pomeriggio.
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