Il Tirreno

Pistoia

Tensione al presidio dei lavoratori della Gibus

di Beatrice Faragli
Il presidio degli operai della Gibus (Foto Gori)
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Il presidio degli operai della Gibus (Foto Gori)

La voce dell’arrivo di camion dalla sede centrale di Padova suscita rabbia tra i lavoratori, che hanno passato la notte davanti ai cancelli della fabbrica

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CASALGUIDI. «Stanno venendo da Padova per portarci via la roba e svuotare i magazzini». La voce si è sparsa tra i lavoratori Gibus nel tardo pomeriggio di giovedì 22 ottobre, alla fine del secondo giorno di sciopero contro la chiusura del sito pistoiese annunciata dall’amministratore delegato della società padovana, Gianfranco Bellin, lunedì scorso. La notizia mette subito in agitazione gli operai dell’azienda di tende da sole, tanto che si decide di prolungare il presidio anche alla nottata. Fuori dai cancelli aziendali, poco prima delle 20, arrivano anche i sindacalisti Marco Ballati, Fillea Cgil, e Daniele Vaccaro, Filca Cisl. «Si tratta di un’altra azione provocatoria e prepotente da parte dell’azienda. Questo comportamento potrebbe essere valutato come antisindacale» commentano dall’azienda, mentre si allestisce un presidio che aspetta l’arrivo degli autisti inviati dai vertici padovani.

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In realtà pare che l’obiettivo dei camion fosse quello di caricare i prodotti pronti per la consegna, lasciando, al momento, i macchinari. Poco cambia però per i dipendenti Gibus che, giorno dopo giorno, vedono lo spettro del licenziamento sempre più vicino. Per oggi è prevista un’altra giornata di sciopero.

Lunedì scorso, lo ricordiamo, l’ad Bellin ha annunciato la chiusura dello stabilimento pistoiese al 31 dicembre. Mercoledì è cominciato lo sciopero dei 32 lavoratori contro la cessazione della produzione. Dietro a questo progressivo smantellamento messo in atto negli ultimi 3 anni, ovvero da subito dopo la fusione del 2012, gli operai vedono un disegno prestabilito da parte dei vertici aziendali: intenzionati, dicono i lavoratori, a tagliare sui costi per concentrare la produzione a Padova. «Era già tutto scritto. La fusione è stata una mossa per prendere il marchio e i clienti» denunciano i lavoratori dello stabilimento pistoiese.

La Gibus spa, lo ricordiamo, è nata nel 2012 dalla fusione di quattro aziende artigianali leader del settore, tra cui la pistoiese Viropa di Virgilio Pagnini. Nel settembre scorso è stato chiuso lo stabilimento di Cuneo. Adesso è annunciata la stessa fine per quello di Casalguidi. Intanto, come dichiarato mercoledì 21 ottobre fuori dai cancelli aziendali, mentre era in corso il presidio degli operai, il sindaco Patrizio Mungai ha chiesto un incontro urgente per evitare la chiusura.

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