Toscana
I lavoratori Lime e la paura del salto nel buio
Campo Tizzoro, pessimismo tra i dipendenti: temiamo che la nostra professionalità vada perduta
CAMPO TIZZORO. L’odissea della Lime di Campo Tizzoro volge al termine, dopo molte peripezie, oscillazioni e incertezze. Nell’aprile del 2013 fra i dipendenti della Lime di Campo Tizzoro c’era un clima di euforia per l’accordo raggiunto con la proprietà, accordo che non prevedeva licenziamenti fino al 31 dicembre del 2015. Ma già nell’settembre dello stesso anno la situazione pareva mutata e con tendenza all’inasprimento delle posizioni, tanto che i dipendenti avevano emesso un comunicato in cui si diceva: «A questo punto è indispensabile che l’azienda Kme– Lime faccia chiarezza ed esponga le strategie e il piano industriale per Lime. L’azienda continua imperterrita nella sua politica di demolizione della Lime. Ieri mattina, senza nessun preavviso, l’azienda ha dimesso il riscaldamento dell’officina e la produzione di acqua calda nelle docce degli spogliatoi. Oltre a questo, c’è il mancato rinnovo dei contratti di manutenzione delle macchine utensili».
Oggi, a distanza di due anni, la situazione ha preso una piega che pare definitiva, ovvero a quanto annunciato ci sarà la chiusura dello stabilimento Lime di Campo Tizzoro e ancora una volta la situazione appare non chiara sul futuro della lavorazione e dei dipendenti: «C’è molta perplessità fra di noi perché ancora non abbiamo ben chiaro ciò che succederà. Non è chiaro come saremo sistemati – dice Giacomo Romiti della Rsu interna - Ancora niente è stato firmato, ma noi pensiamo che il nostro futuro sia nello spostamento dallo stabilimento di Campo Tizzoro a quello di Fornaci di Barga. Non è stato comunicato alcun piano industriale a noi 26 dipendenti che lavoriamo nello stabilimento di Campo Tizzoro. Sappiamo solo che la prossima settimana ci sarà un incontro nel quale dovremmo conoscere il nostro futuro. Fra noi c’è molta amarezza e depressione».
Abbiamo fatto un giro di contatti con i dipendenti per capirne lo stato d’animo. Le risposte non si sono fatte attendere. Parla un dipendente interpretando il sentimento generale e ribadendo che la mancata chiarezza sul futuro, l’incertezza che c’è fa sì che lo stato d’animo sia tendente al pessimismo, anzi vediamo molto buio. Spiegano: «Abbiamo fatto questa mattina anche una piccola assemblea ed abbiamo capito che forse alcuni o molti di noi saranno trasformati da operai metalmeccanici a coltivatori idroponici (Coltivazione di piante fuori suolo). Il fatto che si sia trasformata la ragione sociale della nostra azienda che oggi non si chiama più Lime ma Lime Italy spa non ci fa presagire niente di buono. Bisogna che si sappia che noi qui nello stabilimento Lime di Campo Tizzoro facciamo un’attività industriale completa perché qui è presente un ufficio di progettazione, un reparto di costruzione meccanica e di carpenteria, un reparto di verniciatura e quello di montaggio del macchinario che realizziamo. Inoltre eseguiamo anche il collocamento del macchinario presso il cliente. Abbiamo l’impressione che tutto questo andrà perduto. Professionalità comprese. Pensiamo che una parte di noi andrà a Fornaci di Barga a smontare i macchinari prima della definitiva chiusura e una parte sarà trasformata in coltivatori idroponici, a quanto si sente dire. Insomma siamo in presenza di un nuovo salto nel buio».
Sauro Romagnani
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