Il Tirreno

Pistoia

Ucciso da un tumore a soli 24 anni

Beatrice Faragli
Sulla sinistra, Esmeraldo in un momento di spensieratezza con il fratello Luigi
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Sulla sinistra, Esmeraldo in un momento di spensieratezza con il fratello Luigi

Quarrata, un’intera comunità in lutto per la scomparsa del giovane operaio. «Ha lottato fino all’ultimo con il suo solito sorriso»

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QUARRATA. La vivacità dei suoi ventiquattr’anni non è riuscita a portargliela via nemmeno quella terribile malattia contro cui stava lottando da mesi. Fino all’ultimo Esmeraldo Gjokaj ha mostrato forza, coraggio e voglia di vivere: «Altrimenti – dicono i familiari del giovane – quel tumore ce l’avrebbe ammazzato ancora prima».

“Aldo”, così lo chiamavano gli amici, è morto lunedì, a un quarto alle due del pomeriggio, nella sua casa di via Torino, a Quarrata, dove viveva con babbo Sander, mamma Albana e il fratello minore Luigi.

«L’ultimo giorno – racconta Luigi, diciotto anni – mi ha stretto la mano con una forza incredibile, nonostante fosse pieno di morfina». «E’ riuscito ad essere sempre forte in questo ultimo anno. Ha continuano a portarmi agli allenamenti di calcio e alle partite» ricorda il fratello.

«Andava a Milano all’istituto dei tumori, faceva la chemio e tornava da solo in macchina – aggiunge lo zio Kanto – Non riuscivamo a capire dove trovasse tutta questa forza. Esmeraldo era un ragazzo d’oro. Uno sempre vivace, che amava divertirsi e sorridere. Era pieno di amici. E’ da stamani che qui non fanno altro che venire giovani» dice fuori dalle cappelle del commiato della Misericordia di Agliana, dove da ieri è esposta la salma in attesa del rimpatrio in Albania.

Il ventiquattrenne quarratino, infatti, era originario di Scutari ed è lì che tornerà per la sepoltura, da dove, all’età di quattordici anni, era partito per l’Italia, per raggiungere il resto della sua grande famiglia, residente a Quarrata ormai da tanti anni. In città aveva frequentato la scuola media Bonaccorso da Montemagno. Poi aveva scelto la strada del lavoro. L’ultimo è stato quello in un vivaio del Pistoiese.

Era in Olanda proprio per lavorare, quando, un anno fa, la malattia ha mostrato i primi terrificanti sintomi. Esmeraldo è svenuto mentre stava facendo la doccia. Da lì sono cominciati i controlli. E da questi, è saltata fuori la drammatica scoperta. Ma anche nella malattia, ci racconta la famiglia, il giovane è riuscito a mantenere forza e vivacità.

«Continuava a scherzare come se, alla fine, un domani migliore per uscire e divertirsi con i suoi tantissimi amici dovesse a un certo punto arrivare» spiega lo zio Preke.

Il suo ventiquattresimo compleanno, il 17 settembre, “Aldo” lo ha festeggiato all’ospedale San Jacopo di Pistoia, dov’era ricoverato da qualche tempo. «E’ stata una festa incredibile – ricordano i parenti – Sono venuti in molti a festeggiarlo. Li teneva tutti vivi». Luigi, il fratello minore, nato il 19 settembre, ha voluto festeggiare il compleanno insieme a lui, lì all’ospedale. La famiglia si è fatta forte per lui. Mamma Albana non ha lasciato il figlio un istante. Gli teneva la testa mentre era a letto, senza distaccarsene mai.

«Di Aldo – spiegano gli amici – non si può non ricordare il sorriso. L’ha avuto sempre in volto. E speriamo che con quello stesso suo sorriso adesso lo accolga il Signore».

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