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Vallelune e la riscoperta della fortezza di Castel di Mura

Vallelune e la riscoperta della fortezza di Castel di Mura

SAN MARCELLO. Quando il progetto prese vita lo scorso anno sapevano che qualcosa di importante si nascondeva sotto quella vegetazione. Ma mentre i lavori di recupero andavano avanti, nessuno poteva...

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SAN MARCELLO. Quando il progetto prese vita lo scorso anno sapevano che qualcosa di importante si nascondeva sotto quella vegetazione. Ma mentre i lavori di recupero andavano avanti, nessuno poteva immaginare che sotto quell'abbandono si nascondesse un tesoro archeologico di tale portata. Ora però si parla di ricerca di finanzianti per proseguire gli scavi e di una “Giornata del patrimonio culturale locale”, che investa i quattro Comuni della montagna per poter fare conoscere questo sito.

Si è concluso in questi giorni il progetto “Un tesoro sulla Montagna” che ha lo scopo di proteggere i paesaggi culturali della montagna pistoiese. Il sito di cui si parla è la fortezza di Castel di Mura, nei pressi di Lancisa, e l'associazione che ne è protagonista è quella guidata da Fabiano Fini: “Vallelune”. La conclusione dei lavori è stata presentata domenica pomeriggio nella cornice limestrina del Dynamo Camp, partner del progetto stesso. Il progetto vuole restituire alla fruizione della comunità locale e della collettività l’antico sistema viario e il sito della fortezza di Castel di Mura che fu la fortezza più importante della montagna superiore, edificata, secondo Domenico Cini, nel XIII secolo al centro di un crocevia di itinerari provenienti da Firenze e da Pistoia, da Lucca e da Modena, tanto importante da essere scelta come sede del Capitano della Montagna tra il 1358 e il 1361. Da sottolineare che il progetto ha visto il finanziamento (15.000 euro) del Cesvot, perché ritenuto, sotto l'aspetto ambientale l'unico al livello regionale degno di attenzione.

Ospiti della giornata, alla quale erano presenti decine di persone, il sindaco di San Marcello Silvia Maria Cormio, l'assessore alla cultura Alice Sobrero, il presidente del Cesvot Marcello Magrini, Sandro Danesi dell'Università di Piacenza, l'assessore Riccardo Vespesiani per il Comune di Piteglio e il consigliere di Cutigliano Debora Petrucci. A presentare il progetto e il suo divenire le archeologhe Cristina Taddei e Simonetta Lupi. «Per noi -ha detto Fini - è una grande soddisfazione aver aggiunto un risultato così inaspettato e ancora molto c'è da scoprire. A breve, forse, grazie all'intervento della ditta “Ids” di Pisa, leader negli interventi di georadar, potremmo fare una sorta di “radiografia” per capire cosa è ancora nascosto e di conseguenza reperire i fondi necessari». (c.b.)

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