Il Tirreno

Pistoia

I medici chiedono 12 milioni di euro all’Asl

I medici chiedono 12 milioni di euro all’Asl

Udienza al tribunale del lavoro: maxi causa di 340 operatori per fondi di posizione non corrisposti

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PISTOIA. Al 2011, quando è stato aperto il contenzioso civile contro la Asl 3, i sindacati medici parlavano di 8 milioni di euro del fondo di posizione non corrisposti negli ultimi dieci anni. In quattro anni, al corrispettivo annuo medio di 800.000 euro (interessi esclusi) la cifra si avvicina ai 12 milioni di euro.

Stamani in tribunale, davanti al giudice del lavoro Maria De Renzis, si svolgerà l’udienza relativa alla causa intentata da 340 medici ospedalieri pistoiesi contro l’Asl 3. È probabile la nomina, da parte del giudice, di un ctu (consulente tecnico d’ufficio) ma non è escluso che si arrivi a sentenza. Il maxi contenzioso intentato dai 340 medici ospedalieri è seguito dallo studio legale Lessona di Firenze (nello specifico dall’avvocato Mauro Montini).

In una nota stampa, l’Intersindacale affronta il nodo della riorganizzazione sanitaria parlando di «tensione e preoccupazione tra gli operatori». E si occupa di due problemi irrisolti: le minori risorse economiche complessive con le quali è storicamente finanziata Pistoia rispetto al resto della Toscana, e la disparità di trattamento economico degli operatori pistoiesi rispetto ai colleghi toscani. Nel primo caso, l’Intersindacale si chiede se «il minor quantitativo di denaro assegnato per ogni cittadino e il sottodimensionamento degli organici non abbia prodotto e continui a produrre effetti negativi sulla salute dei cittadini in termini di morte accertate e di morti evitabili. L’analisi dei dati correnti prodotti dalla stessa Regione Toscana - afferma l’Intersindacale - consentirà di chiarire agevolmente questo dubbio».

Nel secondo caso il sindacato evidenzia come «al costante sottodimensionamento degli organici si associ un livello di retribuzione nettamente inferiore a quello percepito, a parità di ruolo, dagli operatori toscani. Possiamo affermare con certezza che le nostre sono le retribuzioni più basse d’Italia. Quindi - è la riflessione - se fosse dimostrato che la salute dei cittadini ha subìto e continua a subire delle penalizzazioni per le minori risorse, chi ha governato in questi anni la sanità pistoiese dovrebbe assumersene la responsabilità. Viceversa, se al contrario non fosse evidenziata alcuna penalizzazione, i sanitari pistoiesi dovrebbero essere presi a esempio. E chi fa meglio dovrebbe essere premiato. Ma questo al momento non ci risulta».

La comparazione degli stipendi rivela che i minori guadagni annui dei medici pistoiesi rispetto ai colleghi toscani sono compresi in una forbice che va da 3.000 a 6.000 euro, con un distacco record del 39% rispetto alla Asl di Massa. Se poi per il confronto vengono presi ad esempio gli stipendi dei medici delle Asl dell'Area vasta centro (Firenze, Empoli, Prato, Careggi e Meyer) a parità di funzioni e incarichi «le differenze nella retribuzione vanno dai 3.000 ai 10.000 euro l'anno, arrivando a 20.000 euro per un responsabile di Dipartimento, con Careggi che è costantemente al primo posto e Pistoia che invece è regolarmente in ultima posizione».

Tiziana Gori

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