Toscana
Traffico di lapidi nei cimiteri il Comune sarà parte civile
PISTOIA. Salme smembrate e in parte risepolte perché trovate non ancora completamente mineralizzate, resti umani non identificabili infilati nei sacchi della spazzatura e “parcheggiati” nel deposito...
PISTOIA. Salme smembrate e in parte risepolte perché trovate non ancora completamente mineralizzate, resti umani non identificabili infilati nei sacchi della spazzatura e “parcheggiati” nel deposito cimiteriale, a volte mischiati con quelli di altri defunti, lapidi e arredi funebri riciclati e rivenduti a prezzi stracciati: ha preso il via ieri in tribunale il processo che vede sul banco degli imputati dieci tra operatori cimiteriali e imprenditori del settore, oltre a un ispettore del Comune e a un assistente della polizia municipale.
Al termine dell’inchiesta portata avanti dalla sezione di pg della Guardia di finanza, in tutto sono 41 i capi di imputazione contestati loro a vario titolo, con reati che vanno dalla soppressione e distruzione di cadavere al peculato, dalla violazione di sepolcro all'abuso d'ufficio, dall’omessa denuncia al falso. L’assistente della Polizia municipale è invece imputato unicamente per violazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento.
Respinte tutte le eccezioni della difesa, ieri il collegio ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile (per il danno economico e di immagine subito) del Comune di Pistoia, rappresentanto dall’avvocato Sara Battistini. Prossima udienza, il 20 ottobre.
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