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Mati: usiamo marcatori sui vasi microchip e terriccio pigmentato

Mati: usiamo marcatori sui vasi microchip e terriccio pigmentato

PISTOIA. C’è chi fa mettere pigmenti colorati nel concime, chi un marcatore sul vaso. Fino ad arrivare ai metodi più raffinati e costosi, come i chip. «Il chip - spiega Francesco Mati, cotitolare...

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PISTOIA. C’è chi fa mettere pigmenti colorati nel concime, chi un marcatore sul vaso. Fino ad arrivare ai metodi più raffinati e costosi, come i chip.

«Il chip - spiega Francesco Mati, cotitolare dell’azienda vivaistica Mati Piante e presidente del Distretto vivaistico - lo usiamo per piante brevettate come il nostro Platanor "Vallis clausa". È un transponder come quello usato per gli animali domestici. Genera un codice unico, che può essere letto da uno strumento. Per piante "di massa" non è conveniente, costa troppo». Per produzioni di massa ci sono altre forme di difesa, e i vivaisti hanno imparato ad attingervi negli ultimi anni, in cui crisi e fame - Mati la chiama proprio così - hanno reso meno sicuro un mondo in cui fino poco tempo fa «si lasciavano le chiavi sui camion». È difficile proteggere i vivai, perché si estendono su ettari di terreno in aperta campagna. Chi vuole compiere un furto di piante in genere lo fa di notte, arrivando con un mezzo capace di contenere decine, quando non centinaia, di piante.

Ancora più frequenti sono i furti di attrezzi agricoli. Motozappe, frese, piccoli trattori (il cui costo sul mercato è comunque vicino ai 10.000 euro). Spariscono, di solito vengono rivenduti all’estero. Per fronteggiare il rischio di furti di piante molti vivaisti hanno imparato a prendere le giuste contromisure. «Ci sono aziende che producono terriccio “su misura” - spiega Mati - Concimi a lenta cessione, in cui sono presenti piccole palline pigmentate mescolate al terriccio, che non alterano la qualità del prodotto. C’è chi sceglie più pigmenti colorati per essere sicuro di poter poi individuare le proprie piante. E così per i vasi, segnati con dei marcatori. Sono accorgimenti che hanno costi minimi». E che, come nel caso del vivaio di Piuvica, consentono poi di ritrovare le piante rubate. (t.g.)

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